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Sembra proprio che l’era delle labbra “canotto” sia finita. Quella bocca così gonfia e pronunciata, prorompente, è passata di moda. Ha stancato. Oggi, sia l’uomo che la donna tendono ad apprezzare di più un labbro turgido ma naturale. Quando mi si richiede un lavoro di filler o di rimodellamento delle labbra, si aspira ad un aspetto disteso, leggermente più giovane, con l’espressione più vitale e dolce, ma sempre in sintonia col proprio viso. C’è un netto rifiuto a cambiare l’espressione e i connotati, ad avere un viso pieno. L’alternativa è la garanzia del miglior aspetto possibile compatibilmente alla propria natura, personalità ed estetica, senza forzarla o “sfigurarla”.
Che fare quando allo specchio si vedono aumentare a vista d’occhio le piccole grandi pieghe attorno alle labbra? E quando le stesse labbra cominciano a ridursi, diventando sempre più esangui e striminzite?
Ci sono varie possibilità e diversi modi di graduare il lavoro a seconda della situazione e di ciò che si vuole ottenere. Si può iniziare da prodotti per uso topico, creme e sieri idratanti e leviganti quali l’acido gli colico e il più moderno acido pirulico, formulato ora anche in crema. Il passaggio successivo è il peeling, che tendenzialmente si può fare usando lo stesso genere di prodotti, funzionali e rispettosi di un aspetto naturale. Ma se le pieghe sono già piuttosto marcate ed evidenti, come può succedere nelle persone attorno a 45/50 anni che hanno fumato e preso molto sole, sarebbe meglio affrontare dei peeling più impegnativi. Tra questi, un peeling a base di TCA (tricloracetico), che consiste nell’abrasione dell’epitelio più superficiale e richiede in seguito delle medicazioni e un certo tempo di riparazione. Altrimenti, sempre quando le pieghe sono marcate, si può pensare a lavori di abrasione ottenuti attraverso i laser, dando il tempo alla pelle di ricrescere nuova e molto più liscia, priva dei danni del fumo e del sole.
Per quanto riguarda le creme, è sufficiente una prescrizione medica dermatologica corretta e proporzionale nella scelta del prodotto e nella concentrazione del principio attivo adatto al tipo di pelle e alla situazione che si presenta.
Nel caso in cui venga però preso in considerazione il peeling, occorre assolutamente farlo nello studio di uno specialista (vietato il fai da te!). Infatti la concentrazione del principio attivo che si usa in questi casi è elevata. Quindi, oltre che prescrivere il farmaco, è il medico stesso che deve porlo sulla cute e seguirla nelle sue reazioni. In caso contrario, qualora il lavoro non fosse fatto correttamente, si può incorrere nel danno di una cicatrizzazione non buona, la pelle potrebbe rimanere “a carta di sigaretta” o formare degli esiti pigmentati. In mancanza di un lavoro adeguato i rischi estetici, e non solo loro, possono davvero essere consistenti. Sono invece molto limitati eventuali problemi di intolleranza perché oggi, grazie all’esperienza, i prodotti sono formulati sempre meglio ed è difficile avere delle reazioni allergiche. Il tutto però va adeguato ad una scelta competente del prodotto. A maggior ragione è necessario un personale preparato quando si parla di peeling tricloracetico o di laser.
Le nuove cure “rivitalizzanti”
Sono ancora una novità ma io le trovo molto interessanti. Consistono in leggere infiltrazioni di sostanze idratanti, rivitalizzanti e antiossidanti a base di acido ialuronico e vitamine del gruppo B e C in grado di favorire la produzione di fibre collagene ed elastiche. Queste “punturine” non hanno lo scopo di riempire (per cui si usano i filler) pieghe e rughe attorno al labbro, bensì semplicemente di curare e ristrutturare il derma superficiale. Da consigliare soprattutto a chi non possiede pieghe particolarmente profonde, ottengono una discreta distensione e servono come prevenzione affinché nel tempo non si formino o approfondiscano altre pieghe. Allo stesso modo, chi ha già fatto dei lavori di peeling o di altro genere più impegnativo, può ricorrere a questo mezzo circa ogni due mesi per mantenere il risultato ottenuto. Con questo genere di rivitalizzazione le labbra non si gonfiano (cosa che al contrario succede con i filler) perché le vitamine e il tipo specifico di acido ialuronico utilizzato non inducono questo effetto. Non c’è neppure l’obbligo di farlo tutta la vita - si può iniziare e interrompere senza problemi in qualsiasi momento lo si desideri – anche se, trattandosi di un sistema di cura, per mantenerlo sarebbe meglio rifarlo. Il concetto è quello di una crema ad alta potenza da mettere tutti i giorni. Con la differenza che difficilmente i principi attivi di una crema, anche buona, arrivano al derma. I suoi risultati sono sempre relativamente lievi. Al contrario, attraverso l’infiltrazione nel derma si ottiene un’efficacia nettamente superiore, più veloce, e ora della fine, tra il costo e il risultato di crema e infiltrazione rivitalizzante (una seduta di circa un quarto d’ora ruota attorno ai 100/150 euro), si nota una sorta di compensazione. Va anche detto che rispetto alle infiltrazioni filler, queste punturine rivitalizzanti sono molto meno fastidiose perché la concentrazione di acido è più bassa. Inoltre, cosa da non sottovalutare, finito il lavoro si è del tutto a posto, senza alcun problema sia riguardo al trucco che all’eventuale sole.
Ancora due parole sul filler
Come abbiamo detto, rispetto a una volta oggi nessuno richiede più i “labbroni”, per cui non c’è più la necessità di usare il silicone o quei prodotti cosiddetti permanenti o semipermanenti che in qualche modo sono sintetici. Personalmente io non amo né consiglio questo genere di filler perché possono dare nel tempo fenomeni immunologici, allergologici o rigetto. Preferisco un tipo di filler da ripetere una volta all’anno che, senza rischi, ha la possibilità di essere rielaborato dal nostro sottocutaneo, permettendo contemporaneamente un effetto riempimento e uno curativo.
Collagene o acido ialuronico: a che età si può iniziare?
Una volta liberato il campo dai prodotti sintetici e siliconati, che a lungo andare possono costituire un problema (il minimo che succede, se tutto va bene sul labbro, è un invecchiamento intorno al labbro con il risultato di un viso squilibrato), si procede con il collagene o con l’acido ialuronico, che non hanno controindicazioni e che possono rivolgersi a persone di qualunque età. Per quanto riguarda le persone più giovani, se non mostrano particolari problemi, è realmente difficile che facciano una richiesta del genere. Diciamo che chi è molto sofisticato comincia attorno ai 30/35 anni.
Chi sente meno il problema, o è più fortunato dal punto di vista del turgore, inizia ad accorgersi che il labbro tende un po’ ad avvizzire attorno ai 40/45 anni. In questo caso si useranno delle concentrazioni di principio attivo più o meno consistenti a seconda dell’età e di quello che si vuole ottenere. Ad ogni modo oggi è in commercio un collagene di derivazione suina che, con una durata limitata di 2 o 3 mesi, alla fine non risulta un prodotto particolarmente funzionale e consigliabile. Ma non bisogna dimenticare che ci sono persone che si sono trovate bene con il collagene e che, per lo meno, con questo tipo di prodotto non corrono più rischi allergologici. Tra tutti, io trovo che il miglior prodotto senza rischi sul piano medico, reazioni o effetti collaterali, senza particolari problematiche tecniche e capace di dare un risultato estetico assolutamente naturale, sia l’acido ialuronico: somministrato per infiltrazione (per nulla dolorosa, solo nelle ore successive può verificarsi una leggera dolenzia), tollerato molto bene, non necessita di test allergologici e richiamando localmente dei liquidi ha la possibilità di dare un turgore naturale. Ha dunque la possibilità sia di riempire che di curare il labbro.![]()
Due ultime novità
Si chiamano “polilattici”. Sono sostanze che vengono infiltrate con diluizioni successive, ottenendo una sorta di “impianto” con il compito di stimolare la produzione di quelle fibre che rendono tonici i tessuti. È un modo indiretto per fare rigenerare il tessuto. Ma attenzione: è una novità sulla quale c’è ancora scarsa esperienza clinica, quindi anche se è giusto segnalarla, occorre essere prudenti. Il risultato, dopo un certo numero di sedute (bisogna calcolare
attorno ai tre mesi), è un inturgidimento delle labbra.
Per chi invece fosse interessato a un discorso di mantenimento o perfezionamento e per chi, dotato di un labbro ancora giovane, non necessiti di lavori importanti, si consiglia l’uso di un nuovo prodotto da applicare direttamente sulle labbra. È un rossetto a base di estratto di madreperla (“biocrystall”), che stimolando la produzione di collagene e di una sostanza fondamentale per nutrire la pelle (“decorina”), è in grado di mantenere un discreto turgore. Non è l’effetto filler, ma senza utilizzare altre sostanze decisamente più impegnative, rinforza il tessuto sottocutaneo e, richiamando una leggera quantità di liquidi, dà un aspetto più sodo e liscio al labbro.
Dimmi che labbra hai e ti dirò chi sei
Talvolta qualcuno sostiene che labbra strette identificano freddezza, così come al contrario un labbro turgido è sinonimo di sensualità, generosità, dolcezza. In realtà tutto questo ha ben poca credibilità. Si tratta in gran parte di dicerie prive di verifica, anche se non si può negare che di fronte ad un labbro più sottile siamo portati ad immaginare una persona rigida, dura. Ma è la nostra percezione a giudicare, non è detto che corrisponda al vero. Più semplice e immediato accomunare il turgore delle labbra, che si accentua visibilmente quando una donna allatta, alla maternità da un lato e… all’erotismo dall’altro.
A questo proposito, una novità interessante è la formulazione di acido ialuronico con aggiunta di uno zucchero (“destrano”) che tende a stabilizzarlo assicurandogli una maggiore durata nel tempo.
Attenzione al colore
Il colore delle labbra, che rappresentano una zona intermedia chiamata ”pseudomucosa” (meno spessa della cute ma non così sottile come la mucosa) è strettamente legato a quello della pelle. Perciò ogni bocca ha il suo colore, a cui va aggiunto il variare della salute e dello stato d’animo. Più colorito nei momenti di benessere, il labbro impallidisce quando compaiono lo stress, la tensione e soprattutto la paura. Si opacizza quando non siamo in perfette condizioni fisiche, ad esempio si presenta un calo di ferro, una forma di anemia o di sofferenza nutrizionale. È dunque molto importante, in particolare per un medico, sapere osservare le labbra anche da un punto di vista sintomatologico.
Prima di ogni altra cosa va tenuta sotto controllo la prevenzione
No al fumo e no all’alcol, no al sole o comunque il meno possibile. Sì invece, e con abbondanza, all’idratazione e agli eventuali integratori alimentari come gli Omega 3, Omega 6, Olio di borragine. Sì agli antiradicali liberi e antiossidanti come la vitamina C, pratica e interessante su vari piani, dotata anche di effetto schiarente. Sì, per chi proprio non vuole rinunciare all’abbronzatura, ad un’ottima crema a forte protezione solare.
No al botulino per tutta la zona attorno alla bocca
Non funziona. In realtà, anche se del botulino si parla molto, io non sono mai stata particolarmente favorevole per tutta una serie di problematiche che possono verificarsi. Ma nel caso specifico delle labbra il botulino non trova possibilità di utilizzazione e perciò in genere non viene usato.
Una bocca allo specchio
Rispetto a quelle degli altri animali le nostre labbra, che garantiscono un aspetto estetico più gradevole e una migliore espressività, si presentano
estroflesse e turgide. Sono dunque più elastiche ed espressive, un dato di fatto che oltre a caratterizzare il genere umano, individua il nostro preciso aspetto fisico e la nostra identità. Una questione, quella della identità, molto importante perché finisce per coinvolgere anche la sfera dell’autostima. Se guardandomi io mi riconosco, mi identifico e mi piaccio, la mia autostima mi permetterà di avere un atteggiamento di maggiore serenità, amore e rispetto per me stessa. Nello stesso tempo sarò in grado di propormi agli altri con altrettanta sicurezza, gradevolezza e disponibilità. Ecco perché è importante che il labbro sia curato bene ed è comprensibile l’interesse, soprattutto delle donne, verso questa parte del corpo.
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