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ll movimento antroposofico venne fondato nel 1920 dallo scienziato, umanista e filosofo austriaco Rudolf Steiner, il cui pensiero ha influenzato e continua a interessare molte aree della cultura occidentale: educazione, agricoltura, architettura, arte, filosofia e medicina. Chi si avvicina per la prima volta all’antroposofia (dal greco “antropos” uomo e “sofia” conoscenza, quindi conoscenza dell’essere umano) rimarrà sorpreso da come possa esistere un legame, una sintesi così profonda tra tutte le discipline umane. Ad esempio, che rapporto può esistere tra la geologia e la medicina? Se si pensa che la terra e l’uomo si sono evoluti parallelamente, si capisce come alcuni minerali possano servire da rimedio per un organo comparso contemporaneamente a tali formazioni rocciose. Esiste infatti una stretta connessione evolutiva tra l’uomo e gli altri regni animali. La nostra formazione intellettuale e scientifica ha permesso i sorprendenti progressi tecnici che tutti sappiamo, ma costituisce un ostacolo alla reale conoscenza dell’uomo e dell’universo. Abituati a pensare in termini esclusivamente fisici, chimici e matematici, ci risulta difficile avvicinare senza pregiudizi realtà che non possiamo contare, misurare, pesare. L’uomo occidentale, nel suo stato di conoscenza attuale, si è allontanato dal mondo metafisico perché ha creduto che solo ciò che è accessibile ai nostri sensi, possa essere studiato con rigore e metodo. È questo il cammino seguito da Rudolf Steiner. Egli ha dimostrato che esistono altre “vie” di conoscenza e le ha descritte dettagliatamente nelle sue opere e applicate in diversi campi di attività durante tutta la sua vita. Nel libro “La filosofia della libertà”, Steiner espose la teoria della conoscenza e i concetti che in seguito sviluppò in ambito antroposofico. Il suo scopo era quello di elaborare una scienza della mente ricorrendo al metodo rigoroso delle scienze naturali, mediante una ricerca che riguardava il mondo naturale al pari del soprannaturale. In esso, Steiner confutava il concetto al quale ci si era fermamente attenuti dopo Kant, secondo cui vi è un limite preciso all’umana capacità di conoscenza. Kant affermava che possiamo avere soltanto percezioni sensibili, essenzialmente soggettive, senza poter attingere alla realtà vera. Per Steiner invece la realtà ci viene incontro “scissa in due”: da una parte la percezione sensibile e dall’altra il concetto, ovvero l’idea. L’uomo, mediante la sua attività interiore, deve istituire un collegamento tra le due parti se vuole mettersi in contatto con la realtà. Rendendoci consapevoli del fatto che in ogni atto cognitivo si deve avere parte attiva, e che non esiste la passiva obiettività, Steiner ci sprona ad assumerci la responsabilità di ciò che ha luogo nel momento della cognizione. Non possiamo illuderci che dal momento che certi fatti obiettivi esistono, per noi non ci sia più alcuna scelta d’azione.
“È libero chi è in grado di volere ciò che egli stesso ritiene essere giusto”.
Nella concezione steineriana non bisogna allontanarsi dal mondo per elevarsi spiritualmente, bensì scoprire in esso le origini e i legami che ci uniscono al cosmo intero. Esaminando scientificamente tutte le forme e le trasformazioni che avvengono in noi e attorno a noi, è possibile avere precise indicazioni per il miglioramento della vita che deve avvenire contemporaneamente sul piano materiale e spirituale, perché è nel mondo che l’uomo deve trovare il motivo della propria crescita interiore.
L’uomo, se descritto solo attraverso il suo aspetto materiale, rimane per Steiner un essere incomprensibile. È solo considerandolo nella sua totalità, formata da corpo, anima e spirito che diventa possibile analizzarlo in modo soddisfacente. Lo stesso corpo è composto di due parti: una che possiamo pesare e che appartiene allo spazio, e l’altra, che facendo del corpo un essere vivente in continua trasformazione, appartiene al tempo. Esistono dunque quattro elementi, che Steiner chiama gli elementi costitutivi, e l’esistenza umana può essere studiata come realtà quadripartita, costituita da un corpo fisico (materia-regno minerale), un corpo eterico (manifestazione di crescita, rigenerazione, riproduzione-regno vegetale), un corpo astrale (psiche-regno animale) e un corpo spirituale (l’Io dotato di autocoscienza e autodeterminazione- essere umano).
Dimensione corporea e spirituale![]()
Esistono dunque nella vita umana due differenti dimensioni, corporea e spirituale. Ed è interessante notare come la medicina psicosomatica abbia acquistato sempre più importanza studiando le strette correlazioni esistenti tra sistema nervoso centrale, sistema endocrino e sistema immunitario, ed evidenziando l’intimo legame fra il decorso delle malattie e particolari stati d’animo. Pensiamo all’ipertensione o all’ulcera: le conseguenze fisiche di particolari situazioni psichiche possono portare a vere e proprie malattie organiche.
Sotto un altro aspetto, quello della sua forma visibile e delle sue funzioni, l’uomo (o meglio l’organismo umano) si rivela come un insieme costituito da due polarità opposte, il polo neuro-sensoriale e il polo metabolico, unite da un elemento mediano, il polo ritmico, a formare una triade. Nel suo libro “Enigmi dell’anima” Steiner aveva delineato il rapporto tra il funzionamento della mente e i processi fisici e, più tardi, ne formulò un’interpretazione che rappresentava un radicale distacco dalla concezione (comunemente accolta) secondo cui tutte le funzioni della mente e dell’anima sono concentrate nell’encefalo.
Steiner descrive la dinamica dell’organismo umano sano quale risultato dell’interazione di tre sistemi relativamente autonomi:
Il sistema neuro-sensoriale che sta a fondamento del pensare, diffuso a tutto il corpo, ma la cui principale attività si concentra nel capo e fornisce la base fisica delle percezioni sensibili e dell’ideazione.
Il sistema metabolico e delle membra (ricambio energetico, organi addominali e apparato locomotore) che costituisce la base fisiologica per l’esercizio della volontà.
Il sistema ritmico (organi toracici, apparato respiratorio e cardiocircolatorio) che costituisce la base fisiologica della vita emozionale.
L’attività del sistema nervoso, essendo concentrata nel capo, è focalizzata, mentre il sistema metabolico ha caratteristiche più periferiche e diffuse. Encefalo e cellule nervose sono altamente specializzate, non sono rinnovabili ma continuano a morire per tutta la vita, mentre le cellule del polo metabolico sono dotate di capacità attiva e rigenerativa. Il polo nervoso-sensorio può essere indicato come polo freddo, sempre in riposo, mentre il metabolismo è associato al calore e al movimento. Steiner sottolineava quello che definiva “continuo processo di morte delle cellule nervose”, sostenendo che la coscienza è il risultato della continua cessione di vita organica da parte della materia.
Classificazione delle malattie
La polarità in questione è alla base dell’approccio antroposofico sia alla fisiologia che alla patologia e permette una classificazione fondamentale delle malattie: quelle dovute ad un’iperattività del polo metabolico (stati infiammatori) e quelle in cui si ha preponderanza del polo nervoso-sensorio (malattie degenerative e tumori). Il sangue si muove costantemente tra questi due poli; le correnti fredde e calde convergono nel cuore, che funge da organo di senso per ciò che si manifesta quale sottile dinamica nel nostro pensiero e nella nostra volontà. È proprio il sistema ritmico ad esercitare costantemente una funzione centrale equilibratrice e armonizzante tra le due polarità, distribuendo la vitalità metabolica versi il polo superiore e l’organizzazione del polo superiore verso quello inferiore. Una volta che ci rendiamo conto che, se possediamo una coscienza, ciò è possibile solo grazie al continuo processo di morte che ha luogo nel nostro organismo fisico, mentre la nostra vita mostra continuamente la tendenza a produrre malattia, risulterà impossibile aspirare ad una vita totalmente aliena da essa. Il medico antroposofo mirerà pur sempre alla guarigione di uno stato patologico, ma la cura non potrà mai consistere nella semplice eliminazione della malattia. Questa infatti è vista quale processo mediante il quale l’individuo può raggiungere una maggiore libertà e completezza, ed è compito del medico guidare tale processo nella maniera più fruttuosa, preservando la salute e la vita del corpo.
Rudolf Steiner non era né medico né guaritore, ma agì sempre tramite medici qualificati. Suo principale collaboratore in campo sanitario fu la Dottoressa Ita Wegman, medico olandese con la quale Steiner scrisse l’unico manuale totalmente rivolto alla professione medica: “Fisiologia occulta”. Allo scopo di mettere in pratica le indicazioni di Steiner, la Dottoressa Wegman fondò la clinica di Arlesheim nei pressi di Basilea e divenne responsabile della sezione medica della Scuola di Scienza Spirituale fondata dallo stesso Steiner. Attualmente esistono in Europa diverse cliniche ed ospedali dove viene praticata la medicina antroposofica ed in Germania e Olanda vengono riconosciuti come strutture sanitarie pubbliche.
Rimedi antroposofici
I rimedi utilizzati in antroposofia derivano tutti dai regni naturali vegetale, animale e minerale ed è quindi essenziale conoscere le corrispondenze che esistono tra l’uomo e questi tre regni. La virtù di una pianta medicinale deriva dalla sua affinità di genesi con un organo interno dell’uomo, e questo vale anche per i rimedi di origine animale e minerale. I farmaci antroposofici (farmaci omeopatici con dinamizzazione variabile) hanno lo scopo di stimolare i diversi poli presenti nell’organismo umano. Le alte dinamizzazioni (D30) stimolano il polo neurosensoriale e frenano il polo metabolico; le dinamizzazioni basse (D5 e D6) stimolano il polo metabolico e frenano quello neurosensoriale; le dinamizzazioni intermedie (D10 e D12) stimolano il polo ritmico consentendo l’armonizzazione degli altri due poli. Le norme di fabbricazione di questi medicinali sono contenute nella Farmacopea Omeopatica Tedesca e vengono osservate da tutte le ditte produttrici antroposofiche presenti in Europa.
Farmacia Marinoni
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