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Che stress e che stanchezza svegliarsi la mattina già di cattivo umore per problemi di lavoro, preoccupazioni famigliari e, magari, anche per delusioni d’amore! E ritrovarsi allo specchio due rughe ai lati della bocca al posto del sorriso. Non c’è nulla di peggio che l’ansia per spegnere la gioia di vivere e ritrovarsi con una memoria che fa sempre più spesso cilecca.
Tisana dell’ottimismo
Per ritrovare il buon umore spesso è sufficiente un po’ di relax sorseggiando una tisana di piante semplici come l’Iperico, il Crisantemo Americano, dalle funzioni protettrici sul fegato, il Biancospino e la Melissa, dalle delicate proprietà calmanti e rilassanti.
Due tazze alla sera, una dopo il pasto e l’altra prima di coricarsi e la vita diventa più rosa!
Iperico sommità g 40
Crisantemo americano sommità g 30
Biancospino fiori mondi g 15
Melissa foglie g 15
Rimedi a misura d’uomo
La cosa più giusta da fare é non affannarsi inutilmente e imporsi di trovare un po’ di ottimismo in quello che facciamo, ad esempio cambiando il nostro punto di osservazione sulla realtà, così da individuare l’elemento positivo presente in ogni situazione. Lo stress, non dimentichiamolo, è un evento benefico che, se limitato nel tempo, aiuta ad adattarsi al meglio ai cambiamenti dell’ambiente.
La natura è di grande aiuto: ci sono piante antistress e antifatica che sostengono il buonumore e sono ottime alleate nella lotta contro l’astenia fisica e sessuale, oltre che nell’esaurimento psico-fisico con ridotta capacità di rendimento e di concentrazione. I migliori integratori per recuperare l’equilibrio e il benessere sono le piante officinali toniche. Il medico potrà suggerirne il corretto utilizzo, così come potrà consigliarci, in caso di stress, le piante adattogene: con questo termine, infatti, si intendono piante ricche di sostanze che hanno la capacità, in condizioni non patologiche, di ridurre gli stati di stress, di lenire le depressioni e aumentare la prestazione fisica e mentale senza turbare il sonno e indurre effetti collaterali.
Ne segnaliamo 3:
L’Eleuterococco: “meglio” del Ginseng contro la fatica
L’Eleutherococco (Eleutherococcus senticosus) è noto anche come Ginseng Siberiano. La parte utilizzata è la radice che contiene sostanze con attività tonico/adattogena e immunomodulante; stimola inoltre la funzione endocrina delle ghiandole sessuali, fatto che in qualche modo giustifica l’uso popolare di questa pianta come medicamento afrodisiaco e come stimolante delle capacità sessuali.
La Schisandra: il frutto afrodisiaco
La Schisandra (Schisandra chinensis) mostra un’ampia varietà di attività farmacologiche tra cui una proprietà adattogena simile a quella del Ginseng e dell’Eleuterococco, ma con effetti più deboli; stimola il sistema nervoso centrale agendo sulla resistenza e sul rendimento lavorativo. La droga utilizzata è costituita dal frutto complesso maturo essiccato al sole. Nella Medicina Tradizionale Cinese il frutto è utilizzato come tonificante dell’energia del polmone e tonico maschile, nonché in caso di tosse, nelle crisi d’asma, nell’insonnia, nei sudori notturni, nell’impotenza e nell’esaurimento fisico.
La Rodiola: una pianta asiatica dalle proprietà adattogene
Le radici della Rodiola (Rhodiola rosea, gold root, Sedum roseum), favoriscono la reazione dell’organismo allo stress: agiscono come antidepressivo aumentando il livello di neurotrasmettitori, serotonina e dopamina. Riducono altresì il grasso corporeo, stimolando la produzione di energia. Importante pure la loro azione antiossidante.
Il Ginkgo Biloba: l’Albero preistorico
Per la sua eccezionale longevità, in Cina e in Giappone, il Ginkgo (Ginkgo biloba) era considerato sacro e veniva coltivato nei pressi dei templi. Alcuni esemplari di duemila anni sono sopravvissuti e si possono ancora ammirare.
Il Ginkgo è a buon diritto l’albero più antico sulla terra; la sua azione curativa ha effetti benefici nelle malattie legate alla senilità; esplica un’attività protettrice dell’endotelio vascolare e favorisce la circolazione, sia periferica che cerebrale.
È indicato nei disturbi vascolari quali l’insufficienza cerebrovascolare con deficit dell’attenzione e della memoria, nell’insufficienza venosa degli arti inferiori e nella fragilità capillare. Non deve essere assunto insieme ad anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici.
Questi nostri consigli possono essere di aiuto nei disturbi quotidiani ma qualora le cose si complicassero sarebbe necessario rivolgersi al medico.
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