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Danzando il Grande Sogno: Il significato sacro del Sogno nel mondo degli Indiani d’America


Pubblicato su Hod benessere n.35 - Inserito in

Il mio primo incontro diretto con la cultura e la spiritualità dei nativi nordamericani risale a una dozzina d’anni fa. Nel giro di pochi giorni due volantini identici mi erano stati consegnati da due persone diverse e totalmente estranee tra loro, dandomi l’impressione che non si trattasse di una semplice coincidenza, bensì di una di quelle magiche ragnatele della vita attraverso cui agisce quel disegno misterioso che chiamiamo destino. Quando contattai l’associazione Ohenyan, che organizzava gruppi di studio e crescita personale attraverso le pratiche e gli insegnamenti degli Indiani d’America, e decisi di partecipare a un seminario di tre giorni sul tema del “Sogno”, non immaginavo l’enorme impatto che questo avrebbe avuto sulla mia vita, né che da quel momento avrei cominciato a incamminarmi sul sentiero della ricerca spirituale.

 

I nativi nordamericani - per i quali ogni cosa, anche la più piccola, è sacra e animata dallo Spirito - hanno sempre onorato il Sogno come strumento di conoscenza, introspezione e finestra su futuro, presente e passato, assimilandolo in questo senso all’esperienza della “Visione”. Secondo le loro tradizioni, quando mente razionale e corpo sono acquietati nel processo del sonno, il Sé è libero di viaggiare senza filtri e fardelli nel mondo che gli appartiene, il mondo dello Spirito, e di incontrare gli antenati o le proprie ombre, guarire da malattie, vedere eventi futuri o vite passate. Il materiale del sogno viene interpretato secondo quello specchio e strumento di decodificazione della realtà che è la Ruota di Medicina, il Cerchio Sacro che, nella sua forma più semplice, è diviso in quattro direzioni, quattro colori, quattro elementi, quattro popoli, e via dicendo. Così, analizzando il paesaggio e i vari aspetti di un sogno, si è in grado di collegarlo alla direzione o alla “famiglia” cui appartiene, e scoprire se il messaggio che contiene riguarda la propria natura emotiva (Sud) o spirituale (Est), la salute fisica o il senso di sicurezza (Ovest) e così via.

 

Danza con me
Ma se esistono i Sogni d’Ombra, quelli ordinari in cui siamo essenzialmente passivi, dove siamo spettatori di una situazione che in quel momento scambiamo per realtà, esistono anche i Sogni Danzanti, ossia i sogni coscienti in cui siamo consapevoli di stare sognando. Questi sogni sono di fondamentale importanza sia per la crescita spirituale che per i processi di guarigione fisica e psichica, perché grazie alla consapevolezza di trovarci in uno spazio diverso da quello, molto più limitato, della coscienza ordinaria, è possibile “danzarli”, cioè cambiare il corso degli eventi, agendo all’interno del sogno stesso. Possiamo, così, chiamare il nostro Spirito Animale perché ci guidi e ci consigli; affrontare e sconfiggere antichi nemici o paure; eliminare malattie scacciandole dal nostro corpo; riunirci alle persone lontane che amiamo; scoprire l’essere che alberga dentro di noi, la vera faccia di noi stessi. E se questa è un’esperienza che a volte avviene spontaneamente, è però anche possibile provocarla tramite una sorta di training autogeno, attraverso cui si arriva al totale rilassamento e “cancellazione” del corpo, mentre la mente rimane quieta, ma ben vigile e sveglia. Quando sopraggiunge il sonno non si perde conoscenza, ma ci si “risveglia” in un sogno, nel quale, essendo consapevoli, è possibile agire consciamente. E poiché il materiale del sogno è spesso lo specchio simbolico del nostro inconscio o della realtà ordinaria, agendo nel sogno si agisce anche nella vita.
Quello del sogno, dunque, non è solo uno spazio in cui si scaricano le impressioni psichiche e sensoriali raccolte durante lo stato di veglia: è anche uno specchio della vita, in cui navigare alla ricerca della verità del nostro essere. Infatti, proprio come in un gioco di specchi, per i nativi nordamericani la vita è il Grande Sogno, in cui il nostro Sé, lasciato momentaneamente il mondo dello Spirito, entra attraverso la porta dell’utero femminile, vestendosi di un corpo fisico, mentale ed emotivo, per vivere l’esperienza umana come reale. Illuminarsi, o risvegliarsi, significa allora ricordarsi di essere “uno Spirito che sta sognando di essere un uomo”, cioè trasformare il nostro Sogno d’Ombra in un Sogno Danzante che, agendo, possiamo cambiare e guidare nella direzione che desideriamo. È questo essenzialmente il compito e la sfida di ogni essere umano. Perciò, sogni d’oro a tutti, e che Bellezza sia la vostra danza.

 

Il Dreamcatcher, "l'acchiappasogni"
Secondo i nativi americani, il cerchio simboleggia la natura ciclica della cosmologia tradizionale. Essi credono che la Terra sia un cerchio, sotto il quale c'è il cerchio del Cielo, e all'interno di questi cerchi ci sono potenti forze spirituali. Per questo il Dreamcatcher ha una forma circolare, con un centro di potere. Appendendolo sopra il letto, si ritiene che eviti che il male entri nell'anima della persona che sta dormendo. Quando i cattivi pensieri cercano di introdursi nella mente, il cerchio spirituale li cattura come in una rete, e così preserva dagli incubi e favorisce un sonno tranquillo.

 

Il Tamburo del Sogno
“Il Fratello e la Sorella che non sapevano coltivare vedevano il Manto Verde, il Grano che mangiavano e che è noto a tutti noi, ma non avevano il Dono di sapere come coltivarlo. Vedevano e raccoglievano il Grano di Manto Verde tutte le volte che cresceva, ma c’erano periodi in cui rimanevano senza e avevano fame. Erano i periodi in cui Inverno imperversava senza pietà sui loro accampamenti e tanti morivano. Molte volte l’Uomo e la Donna cercarono il Matrimonio con Inverno, ma fallirono sempre. Un giorno l’Uomo e la Donna si sedettero insieme e sognarono. Il Coyote andò da loro e disse che avrebbero avuto il Matrimonio se avessero preso dodici parti del Grano e le avessero nascoste nel terreno. ‘Mettetele in un Cerchio’ disse Coyote ‘e cantate Quattro canti dell’Acqua.’ L’Uomo e la Donna fecero come Coyote aveva detto loro in sogno, e in questo modo appresero la coltivazione. L’Uomo e la Donna avevano il Matrimonio con Inverno, e ci furono bambini.” (tratto da Hyemeyohsts Storm, Sette frecce, Corbaccio)


Scritto il 09/08/2011,

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