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Curarsi con i fiori


Pubblicato su Hod benessere n.30 - Inserito in Salute » Piante ed erbe

Papaver Rhoeas • Nome comune: Papavero rosso o Rosolaccio  Famiglia: Papaveraceae 
Parte utilizzata: petali

 

La tradizione mitologica tramanda il papavero come il fiore della consolazione. Si narra infatti che Demetra, Dea dei campi e dei raccolti, abbia riacquistato la serenità in seguito alla morte della figlia bevendo un infuso di papavero. Si racconta anche che nel Regno Unito, durante la prima guerra mondiale, si utilizzavano ghirlande di papaveri per ricordare e celebrare i combattenti morti per la patria sul campo di battaglia.

Ma se il significato simbolico del papavero è quello di consolazione, serenità e semplicità, nella medicina popolare questo fiore è da sempre conosciuto come blando sedativo e curativo contro la tosse. Per la sua azione sedativa, leggera ma completamente innocua, serve anche per conciliare il sonno di bambini e anziani. Il suo nome, papaver, deriva infatti dal celtico papa = pappa, un chiaro riferimento all’antica usanza di mischiare il succo del papavero alla pappa dei bambini per farli dormire. L’estratto ottenuto dai suoi petali è anche un valido calmante della tosse, che contribuisce a calmare lo spasmo nelle bronchiti catarrali acute e nella pertosse.
Molto utilizzato in passato sottoforma di sciroppo, veniva dato in special modo ai bambini anche perché risultava gradevole sia come sapore che come colore.

Una precisazione: questo umile parente del papaver somniferum, quello dell’oppio per intenderci, non è per niente pericoloso e i suoi petali hanno un contenuto in alcaloidi (sostanze “tossiche”) assolutamente modesto. Il suo impiego in tisane e pozioni professionali non causa perciò alcun pericolo.

 

Rimedio per la tosse nervosa
Prendete 5 grammi di fiori di papavero e 10 grammi di sommità fiorite di timo serpillo, aggiungete 25 g di acqua bollente e lasciate riposare per una decina di minuti. Filtrate, addolcendo con del miele, e bevete da 3 a 4 tazzine al giorno.

 

Infuso per gli insonni
Versate 25 grammi di acqua su 2 grammi di petali essiccati di papavero e lasciate in infusione per dieci minuti. Filtrate, addolcite se volete con un po’ di miele (meglio se di tiglio), e bevete una tazza mezz’ora prima di andare a dormire.

 

Passiflora Incarnata • Nome comune: Passiflora o Fiore della passione • Famiglia: Passifloraceae • Parte utilizzata: la pianta

 

È chiamato fiore della passione per quella sua particolare forma, in cui fin dai tempi antichi la fantasia popolare ha visto gli strumenti della Passione di Cristo. Riguardata sotto questa suggestione, la corona dei fiori rappresenta quella di spine, la forma degli stigmi simboleggia i 3 chiodi, i 5 petali e i 5 sepali raffigurano i 10 apostoli rimasti fedeli a Gesù, gli stami stanno ad indicare la spugna imbevuta di fiele, i viticci sono i flagelli...

C’è anche qualcuno che assegna a questi simboli un significato più interessante dal punto di vista “psicologico”.  Ad esempio la corona di spine che circonda il cervello indica il luogo dove è posto il centro del sonno, i chiodi sono i pensieri fissi che si aggiungono alle spine e rappresentano lo stress, mentre la spugna potrebbe essere l’amarezza che raggiunge chi non riesce ad addormentarsi. Ecco dunque il legame con il potere terapeutico della Passiflora, che soccorre chi soffre d’insonnia garantendo un riposo naturale senza “ottundere i sensi”.

Introdotto in Europa nel XVII secolo, questo fiore particolarissimo entrò nelle farmacopee come antispasmodico generale e sedativo. Gli vennero infatti subito attribuite proprietà sedative, antispasmodiche e ansiolitiche, confermate oggi da numerose sperimentazioni e parecchi lavori scientifici. Per la sua azione sedativa, la passiflora è indicata nelle forme lievi di insonnia dovute a stress e affaticamento, oppure nell’insonnia che si manifesta in menopausa. In particolare è molto utile quando l’ostacolo al sonno è causato da un eccessivo lavoro intellettuale, o da uno stato depressivo. Favorisce dunque un sonno fisiologico di qualità, e un risveglio rapido e completo senza conseguenze di sonnolenza diurna. Non presenta effetti collaterali ed è considerata di sicuro impiego, nelle sue varie forme.

 

Tisana
Ottima, specie se associata ad altre piante ad effetto sedativo e calmante come escholtzia (papavero della California), tiglio, biancospino, valeriana e fiori d’arancio.
Provatela in gocce, sottoforma di tintura madre, nella dose di 25 gocce tre volte al dì se siete ansiosi, oppure 30-40 gocce la sera se faticate a prendere sonno. 


Scritto il 17/08/2011,

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