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Gli adolescenti oggi - Intervista alla Dr.ssa Elena Bosi


Pubblicato su Hod benessere n.64 - Inserito in Salute » Medicina integrata

Nel maremoto di disoccupazione e precarietà, di identità e di valori, tra difficoltà di relazioni e disagio giovanile più in generale, il futuro dei nostri ragazzi non gode di ottimi presagi. Nel frattempo ci sono generazioni di adolescenti che scalpitano per uscire allo scoperto, che hanno bisogno di protagonismo e di visibilità. Si parla tanto di “nuova emergenza educativa” ma noi siamo in grado di aiutare gli adolescenti in questo passaggio esistenziale così difficile e complesso? E soprattutto, chi può aiutarli? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Elena Bosi, che ci ha raccontato la sua esperienza di madre oltre che di medico e pediatra.

 

Qual è il ruolo dell’adolescente oggi?
Innanzitutto una domanda: qual è il periodo dell’adolescenza? Una volta si considerava adolescente il ragazzino che, finite le scuole medie, passava alle superiori e lì iniziava la sua maturazione sessuale, con tutti quei coinvolgimenti ormonali che indirettamente creavano problematiche anche a livello comportamentale. Negli ultimi anni invece, dei cenni di comportamento trasgressivo appaiono molto prima, già in quinta elementare.

Come mai?
Sempre più spesso i ragazzini si trovano a vivere situazioni delicate che li costringono a crescere prima del tempo. Spesso sembrano più maturi dei loro genitori! Non possiamo più pensare all’adolescente standard dell’età di 15/17 anni. Oggi anche un ragazzino di 11 anni può avere la testa di un adolescente. Il fatto è che non esistono più punti fermi, in primo luogo all’interno della famiglia. Il bambino che è coinvolto, suo malgrado, nella separazione dei genitori matura delle problematiche adolescenziali non solo perché si misura con una situazione più grande di lui, ma perché spesso diventa il capro espiatorio dei dissidi. Deve assumere un ruolo più adulto dei suoi genitori, un problema frequente, perché le famiglie “tranquille” - madre, padre, zii e nonni satelliti che aiutano - sono sempre più rare.

Che comportamenti ha un adolescente?
Ogni ragazzo si esprime in modo differente, denominatore comune sono, secondo il mio parere, il desiderio di indipendenza e di trasgressione. Faccio tesoro della mia esperienza: tre figli maschi e tre adolescenze completamente diverse. Il primogenito, un ragazzo molto impetuoso che ha incarnato maggiormente i nostri ideali di rigore morale e in cui il periodo di adolescenza ci ha messo a dura prova con un ottimo rendimento scolastico, mille attività e interessi, dall’altro insofferenza verso l’autorità... È del tutto usuale che nell’adolescenza il carattere del ragazzo si scontri con uno dei genitori, creando scintille, ma occorre trovare il modo di colloquiare per mantenere il rapporto amichevole ed evitare grosse fratture.

Il cucciolo cresce…
Certo, cresce con un grande desiderio di indipendenza, a volte con una ribellione violenta, dove ad ogni parola affermativa ne segue una negativa. ma l’adolescenza può mostrarsi anche con comportamenti di grossa introversione e depressione. Il ragazzo non parla e non racconta nulla, ha pochi amici, non esce la domenica, rimane da solo a rimuginare…

Come dovrà reagire il genitore a queste problematiche?
Dovrà chiaramente adeguarsi alla tipologia del proprio figlio, cercando innanzitutto di mantenere il dialogo, di credere sempre in lui, al di là degli insuccessi scolastici o delle marachelle che possono accompagnare questo delicato periodo. La qual cosa non significa che tutto andrà perdonato.

La scuola può venire in aiuto?
Questo è un altro argomento delicato, anche all’origine di gesti disperati di ragazzi nei quali venivano poste aspettative esagerate. La psiche degli adolescenti è spesso incomprensibile e nella scuola superiore molto è lasciato alla sensibilità del singolo docente.

Come ci si difende dai finti modelli: pensiamo al Grande fratello e a tutta una serie di esempi negativi e fasulli che ci troviamo di fronte ogni giorno.
È molto difficile difendersi, tutto dipende dal livello culturale della famiglia e dai programmi televisivi scelti. Non dimentichiamo che questo genere di reality viene visto anche da bambini delle scuole elementari, genitori consenzienti. Con questo spieghiamo anche il bullismo nelle scuole medie o l’imitazione di modelli femminili tutto sesso.

Esiste anche il problema dei genitori che lavorano tutto il giorno.
Esiste un problema di cultura ma anche uno di soldi e di tempo. Ci sono famiglie che per arrivare a fine mese hanno dovuto inventarsi altri lavori. Questo significa che il tempo da dedicare ai figli si riduce ulteriormente e i ragazzi sono poco seguiti, ma soprattutto poco ”ascoltati” e “stimolati”.

Come vivono oggi la sessualità gli adolescenti?
In modo sicuramente meno colpevolizzante, rispetto ai loro genitori, ma spesso esageratamente precoce.

Che futuro aspetta questi ragazzi?
Il futuro che noi adulti vorremo lasciar loro e che attualmente non sembra molto roseo…. Mi riferisco alle problematiche ambientali e lavorative, ma non dimentichiamo che le energie e le idee giovani saranno quelle che salveranno il mondo.

Qual è la cosa più importante che la famiglia dovrebbe trasmettere?
La fiducia nelle capacità dei propri figli e il rispetto per le altre persone.

 

Dr.ssa Elena Bosi: Laurea in medicina e chirurgia con specializzazione in pediatria. Borsa di studio in ematologia pediatrica presso la Clinica Pediatrica De Marchi. Medico scolastico e consultoriale. Borsa di studio in oncologia pediatrica presso l’Istituto Nazionale Tumori, Milano. Pediatra di base dal 1985 al 2003. Diploma di medico omeopata e docente in omeopatia (Cisdo Milano dal 1998 ad oggi). Esperta in Fito/gemmo/oligoterapia (docente presso Cisdo ). Consulente nutrizionista on-line per Dieterba dal 2001 al 2005. Attualmente opera come pediatra omeopata libero professionista a Vimodrone (Mi). Per ulteriori informazioni: elenabosi@libero.it


Scritto il 19/09/2011,

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