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Il “Nostro” Piano Giovani - A cura del Gruppo Abele


Pubblicato su Hod benessere n.64 - Inserito in

Da sempre il Gruppo Abele si occupa di ragazzi che vivono l’esperienza della strada, hanno meno opportunità e sono a rischio di esclusione sociale. Se ieri arrivavano soprattutto dal Mezzogiorno e dal Nordest, oggi sono giovani migranti stranieri, che corrono il rischio di reclutamento da parte della microcriminalità, che spesso fanno uso di stupefacenti e vivono in solitudine o in clandestinità. 
Cinque sono i progetti che il Piano Giovani del Gruppo Abele porta avanti dal 2007:

 

Pallastrada
L'educativa di strada per minori stranieri nasce nel marzo 2007 proprio con questo progetto, che opera nel quartiere Barriera di Milano e prende il nome dal gioco descritto da Stefano Benni nel romanzo La compagnia dei Celestini. Un nome scelto non a caso, perché lo sport e il gioco sono gli strumenti che gli operatori utilizzano per favorire l'incontro con e tra i ragazzi stranieri.

 

Stradivaris
Un progetto che ha permesso di intervenire in nuovi quartieri di Torino: Madonna di Campagna, Borgo Vittoria, San Paolo. La formula e le finalità sono le stesse: il gioco e lo sport come attività socializzanti che permettono di costruire relazioni con i giovani migranti. L’équipe di
Stradivaris vede anche la presenza di mediatori culturali di lingua araba e rumena.

 

Castello
Un progetto attivo da giugno 2010, realizzato al quartiere Castello di Nichelino (To), nato da un lato per costruire occasioni e momenti in cui i giovani possano mettersi in gioco e sperimentarsi, dall'altro per aiutare gli adulti a trovare modalità per rielaborare la propria disponibilità ad accogliere i bisogni di riconoscimento presentati dai ragazzi.

 

Giocare, partecipare, imparare
Adolescenti rumeni, marocchini, italiani, tunisini, moldavi, peruviani, senegalesi, rom progettano le attività insieme agli operatori: dalla partita di calcio e pallavolo al torneo di ping pong e calciobalilla, dalla gita in montagna alla visita al museo. A bordo campo, tra una partita e l'altra, si creano occasioni per l'ascolto, il dialogo, l'espressione di particolari esigenze e richieste. Si organizzano così momenti per preparare l’interrogazione o l'esame di fine corso, per fornire informazioni su come cercare lavoro o accedere alle opportunità di formazione sul territorio. Si costruiscono insomma percorsi di accompagnamento e sostegno, utilizzando le risorse dei vari progetti (dalle borse di inserimento lavorativo ai gettoni presenza per il sostegno scolastico) oppure rivolgendosi alla rete dei servizi pubblici e privati con la quale si lavora a stretto contatto. 

 

 


Scritto il 10/07/2011,

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http://www.gruppoabele.org




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