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Prima del IV secolo non esisteva nessuna festa dedicata alla nascita di Gesù. Quando si dovette fissarne la data, non essendo possibile determinare il giorno preciso per il silenzio delle fonti evangeliche in proposito, si scelse la strada di "cristianizzare" una festa di antica tradizione pagana. Si optò dunque per il solstizio d'inverno, celebrato in Occidente il 25 dicembre ed in Oriente il 6 gennaio. È il giorno in cui il sole comincia a riprendere il sopravvento sulla notte; le giornate si allungano progressivamente, mentre le ore di buio lentamente si accorciano. Il protagonista diventa dunque la divinità del Sole, la "luce che illumina il mondo": il "Natale del Sole invitto".
Fu San Nicola l'ispiratore di Babbo Natale, con tanto di barba bianca, cappello di pelliccia e mantello rosso. Nato da ricca famiglia a Patara, nell'odierna Turchia, divenne vescovo di Myra, in Lycia, nel IV secolo. Quando morì le sue spoglie, o le presunte tali, rimasero a Myra fino al 1087. In quest'anno vennero poi trafugate da un gruppo di cavalieri italiani travestiti da mercanti e portate a Bari dove sono ancora oggi conservate e di cui divenne il santo protettore. Si racconta che Nicola regalasse cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o lasciandoglielo sotto le finestre. Da lì la celebre leggenda che lo trasformò nel "portatore di doni". Nel 1931, Babbo Natale cambiò il suo look grazie ad una campagna pubblicitaria della Coca Cola. La mantella rossa venne trasformata in un completo dello stesso colore, lo ingrassarono un po’ e gli diedero un’aria più simpatica. Così la Coca Cola diffuse e diffonde ancora oggi in tutto il mondo l'immagine del simpatico vecchietto.
La tradizione dell'albero di Natale risale ai riti pagani nordici del ceppo. Nel periodo precristiano si considerava infatti propiziatorio bruciare, nei giorni immediatamente precedenti il solstizio d'inverno, un ceppo, possibilmente di quercia (albero sacro per eccellenza in quelle culture). La cerimonia avveniva dinnanzi a tutta la famiglia al gran completo. Le scintille che si levavano verso il cielo simboleggiavano il ritorno delle giornate lunghe. In quell'occasione i membri della famiglia si scambiavano anche dei doni, che rappresentavano l'abbondanza. Le ceneri del ceppo venivano poi sparse per i campi per renderli fertili e pronti ad abbondanti raccolti. In Europa il celebre albero di Natale arrivò molto tardi. Nel 1840 la principessa Elena di Mecklenburg, sposa del duca d'Orleans, preparò il suo albero di Natale alle Tuileries a Parigi, suscitando lo stupore della corte. Questa scelta, però, favorì la diffusione dell'abete bianco e di quello rosso anche nei paesi latini, a simboleggiare, per molti, la nascita di Cristo. I lumini che adornavano quell'albero, in questo nuovo contesto, volevano simboleggiare la Luce che Gesù diffonde sul mondo; i frutti, i regalini, i dolcetti appesi ai rami, l'espressione dell'Amore che ci dona. In Italia l'uso dell'albero di Natale si é diffuso appena dopo la seconda guerra mondiale.
Nella tradizione celtica il vischio è una delle piante sacre dei druidi. Gli venivano attribuite diverse proprietà: proteggere dai fulmini e dalle influenze negative, nonché guarire da tutti i mali. L’oro delle foglie e del legno lo ricollegano al Sole, mentre il lattice biancastro delle bacche alla Luna, facendo di questa pianta la perfetta sintesi del maschile e del femminile. Da questa sua prerogativa, l'usanza di baciarsi sotto al vischio a capodanno per non restare single o per tutelare la coppia da ogni influenza nefasta.
Le ghirlande di foglie, bacche, nastri e frutta secca, con la loro forma circolare alludono alla continuità del tempo e al grembo materno. Sono il simbolo dell'Avvento, preparazione interiore al Natale. Le ghirlande natalizie si differenziano da quelle primaverili o da quelle nuziali per i quattro ceri che corrispondono alle quattro domeniche d'Avvento. In passato venivano accesi dal capofamiglia, una alla settimana, circondato da tutti i membri famigliari. Successivamente si optò per un unico cero, da mantenere acceso per tutto il periodo avventizio fino alla Notte Santa.
Un’antica fiaba giustifica l'impiego delle palle di Natale per addobbare l'Albero. C'era a Betlemme un artista di strada molto povero che non aveva
nemmeno un dono per il Bambino Gesù, così egli andò da Gesù e fece ciò che gli riusciva meglio, il giocoliere, e lo fece ridere. Ecco perché ogni anno sull'albero di Natale appendiamo le palle colorate, per ricordare i sorrisi di Gesù Bambino.
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