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Rides, si sapis (Marziale)
Quanto è importante ridere e sorridere nella prevenzione delle malattie? Come riuscire a ridere anche se siamo tendenzialmente tristi?
Riso e sorriso sono due manifestazioni, graduate per intensità, di un unico fenomeno che esprime il termine anglo-americano humour, la cui traduzione italiana (umorismo) appare piuttosto riduttiva. Lo humour, che si esprime con le medesime componenti mimiche, rientra tra gli atteggiamenti abituali dello stile di vita personale e presuppone come prerequisito ciò che è definito atteggiamento positivo, verso sé e gli altri. In generale si riscontra, invece, una bassa soglia dello humour per cui si ride e si sorride sempre poco, a scapito di altre condotte abitudinarie prevalenti.
I disturbi emozionali sono l’effetto di un atteggiamento troppo serio e rigido verso di sé e verso gli altri, così i pochi piaceri della vita si riducono per eccessive doverizzazioni e catastrofizzazioni. Secondo lo psicologo Albert Ellis (Ragione ed emozione in psicoterapia, Astrolabio Ed.) ci si ammala in seguito a emozioni negative troppo intense e prolungate nel tempo, dovute a pensieri irrealistici o disfunzionali, basati sull’idea che io o gli altri “dobbiamo” assolutamente fare o dire. Il rimedio è lo humour nei suoi due aspetti del sorriso, quale prima manifestazione cronologica e successivamente, quando c’è, il riso. Hanno una funzione di accrescere la tolleranza verso le frustrazioni, di distrazione dai problemi personali, di aiutare la persona ad accettarsi con i suoi difetti, ridendo di sé, e di favorire la coesione sociale avvicinandoci all’altro. Molte persone si ammalano perché prendono molto seriamente se stesse e l’ambiente circostante, doverizzando e catastrofizzando e non ridono per paura del giudizio altrui in quanto temono di apparire agli altri frivole, superficiali, non serie. Se dunque le emozioni negative ci fanno stare male, quelle positive ci faranno stare meglio. Ecco perché è importante sorridere e ridere particolarmente di sé, delle proprie paure, ansie da prestazione, di ciò che ci deprime e ci fa arrabbiare e, se possibile, ridere assieme agli altri, mai degli altri. Ridere è controcondizionante alla paura, all’ansia, alla depressione in quanto comportamento incompatibile con queste emozioni negative. Quindi ogni volta che si ride si vince la paura, l’ansia, la depressione. Fisiologicamente si ossigenano rapidamente i polmoni, si migliora la circolazione dilatando i vasi sanguigni, si stimola la liberazione di beta endorfine prodotte dall’encefalo. La risata scuote la cassa toracica con conseguente aumento della frequenza cardiorespiratoria. Se la risata è fragorosa fa aumentare le pulsazioni, anche fino a 120 al minuto: l’endotelio si espande rendendo più agevole il passaggio del sangue, come quando si pratica sport. Durante la risata la respirazione si fa più profonda e accelerata. Così l’aria dei polmoni si rinnova, con fasi di espirazione e inspirazione e una conseguente migliore ossigenazione del sangue. Le contrazioni e le decontrazioni dei muscoli addominali migliorano il tono muscolare con irrorazione sanguigna dei muscoli interni e l’intensità dell’attività addominale migliora poi la funzionalità intestinale.
Ridere è quindi terapeutico tanto che da una ricerca del governo svedese risulta che negli ospedali le persone guariscono prima e diminuiscono le ricadute, se allegre. Secondo varie riviste mediche inglesi degli anni Ottanta, la risata aiuta a sopportare il dolore, riduce l’ipertensione, contrasta le disfunzioni sessuali e i disturbi da stress e brucia calorie in quanto aumenta il tasso metabolico.
Il riso, come attività rilassante, è anche preventivo: le persone felici si ammalano di meno di quelle cronicamente tristi e ansiose, particolarmente di malattie cardiovascolari e degenerative, concausate da emozioni negative intense e prolungate come odio, rabbia e depressione. Ridere va bene anche per allontanare quelle preoccupazioni e distrarsi da quei problemi che portano le persone ad abusare e a dipendere da sostanze tossiche. Il giornalista statunitense Norman Cousin, considerato incurabile, racconta di essere guarito da spondilite anchilosante senza farmaci, ma ridendo mentre assisteva a film comici. Il suo libro Anatomy of an illness as perceived by the patient, che dimostra come dieci minuti di risate hanno un effetto analgesico di due ore, per anni è stato disprezzato dai medici che lo curavano con antidolorifici, mentre oggi, in alcuni reparti ospedalieri, gli stessi medici si vestono da clown o fanno intervenire appositi professionisti della risata. Sempre negli Stati Uniti, il Centro per la cura del cancro del dottor Simonton è dotato di “reparti di risate”. Anche secondo lo psicologo canadese Rod Martin (The psychology of humor, Elsevier Academic Press) la risata rafforza il sistema immunitario: quando è debilitato perde la capacità di combattere gli agenti patogeni esterni e le cellule maligne interne, come quelle cancerogene che solitamente si sviluppano dopo un lutto o una grave malattia conseguente a un periodo di infelicità prolungato, in cui si perde la capacità di ridere e sorridere. Chi sorride, infine, aiuta anche gli altri a sentirsi meglio in quanto il sorriso è contagioso, dissipa il nervosismo, rompe il ghiaccio, avvicina le persona, favorisce empatia e senso di appartenenza tra le persone che sorridono.
Al contrario della maggior parte degli adulti, i bimbi amano ridere e passare il loro tempo con chi li fa ridere. Ridono spesso per cose di poco conto, semplicemente per ridere perché ridendo si sentono meglio. Impariamo dunque ad ascoltare quel piccolo bambino che c’è in ognuno di noi, semplicemente per stare meglio, riducendo così la depressione, l’ansia, il dolore, la preoccupazione, il nervosismo, le frustrazioni quotidiane. La risata poi è gratuita.
Volete saperne di più?
Questo è solo l’estratto di un capitolo scritto dal Dr. Paolo G. Zucconi nel suo Manuale pratico del benessere, Ipertesto Edizioni, Verona.
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I vostri commenti
angelica - 09/11/2011 20:19:55
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