DRIIN, non credi di farcela da solo? Allora rispondi al telefono e... Pardon, leggi il nuovo Hod e chiediti se quella tua “spaventosa” solitudine non è che una scusa per non risolvere un problema, per non prenderti responsabilità e delegare la colpa a qualcun altro. È un bel test! ... Scopri
Siamo sull’altra costa di Zanzibar. Laddove non ci sono villaggi vacanza per turisti e creme solari. Siamo a ovest, in un paradiso tropicale di luoghi, popoli e leggende invisibili ai distratti. Camminiamo lungomare, nei villaggi, tra i pescatori e le raccoglitrici di alghe. Occhi felici e sereni ci accolgono sempre molto calorosamente in abitazioni semplici e spartane. Il nostro è un viaggio a piedi attraverso mangrovie, spiagge deserte e scogli corallini. Andiamo alla scoperta della biodiversità, delle tecniche di sopravvivenza delle comunità locali, delle tradizioni della vita che nasce sulla barriera corallina. A piedi. Sempre a piedi perché solo lentamente è possibile stringere la mano e guardare negli occhi i pescatori di Uzi, entrare nella grotta degli antenati, esplorare la foresta di Jozani, affacciarsi sulle scogliere di Mtende, meravigliarsi dinanzi ai baobab millenari, visitare la laguna di Jambiani, assistere alle operazioni di coltivazione delle alghe, girovagare fra le isole della Menay Conservation Area, sentire gli odori del mangrovieto e, con un po’ di fortuna, conoscere i delfini di Kizimkazi.
Eppure, a sentire Giorgio Colombo, guida per Vie dei Canti di questo viaggio a piedi dal 6 al 20 luglio, hotel superlusso e villaggi vacanza non vanno catalogati come un limite per Zanzibar. In maniera più equilibrata li considera un’opportunità un po’ sprecata.
“Ora che c’è la pace dopo anni di dominazioni, schiavitù e barbarie - ragiona Giorgio che con la guida locale Dua accompagna i viaggiatori -, è arrivato il turismo di massa che purtroppo non ha il tempo di ascoltare la gente locale e non ha la coscienza dell’impatto enorme che causa sulle culture e sull’ambiente.” E invita a riflettere: “Vi pare possibile che in hotel si mangi pesce tutti i giorni e si nuoti in piscina, mentre fuori la gente non ha acqua potabile e non ha pesce fresco da mangiare?”. La conclusione è amara: “Sono arrivati tanti soldi, ma sono finiti nelle tasche di pochi”. Al termine di queste due settimane di viaggio, si imparano la semplicità nello stile di vita e nelle relazioni con gli altri. Si apprezzano le cose semplici e importanti, si dimenticano i vizi inutili tipici della nostra cultura.
Appunti di viaggio. È una proposta semplice, per tutti i camminatori. Notti in guesthouse e abitazioni locali. Pranzi al sacco o presso famiglie locali, cene
in piccoli ristoranti o famiglie locali. Sapori tipici: la cucina è speziata e troviamo pesce, cocco, manioca e cioccolato. Cosa portare: zaino piccolo, scarponi leggeri, sacco lenzuolo, zanzariera, cappello, creme protettive, borraccia, costume, asciugamano.
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