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Studio clinico osservazionale
a cura della Dr.ssa Laura Lucentini realizzato a Roma
presso la Casa di Riposo per anziani Villa Grenga
L’invecchiamento dell’organismo è un processo complesso ancora oggi non chiarito ed oggetto di attiva ricerca scientifica. Si ritiene che sia correlato a diversi fattori sia genetici che ambientali. Ma indipendentemente dai fattori responsabili della senescenza, in tale fase della vita si assiste ad una progressiva degenerazione tissutale di tutti gli apparati, tra cui anche il sistema immunitario e l’apparato osteo-articolare. In particolare il sistema immunitario va incontro a disfunzioni che:
1) aumentano la suscettibilità a malattie infettive;
2) aumentano la suscettibilità a patologie neoplastiche per ridotta capacità di bloccare le cellule tumorali nella prima fase di crescita;
3) determinano una disregolazione dei linfociti T e B con perdita della tolleranza ad antigeni self e insorgenza di manifestazioni autoimmuni.
OBIETTIVO DI PARTENZA: LA PREVENZIONE
Dottoressa Lucentini, si parla molto spesso di prevenzione, ma nel caso delle persone anziane, cosa si può fare realisticamente? Come si può aiutarli almeno a mantenere un accettabile livello di qualità di vita? E in quest’ottica, cosa rappresenta il Progetto “Villa Grenga”?
Sicuramente la prevenzione più efficace è quella che si effettua durante tutto l'arco della vita con un buon stile di vita, un'alimentazione semplice e sana, una modica attività fisica. A questo possiamo aggiungere là dove sia possibile, l'utilizzo di terapie non convenzionali che mi sento di poter dire con una certa tranquillità, sono di gran lunga scevre da quegli effetti collaterali della medicina allopatica. È quindi molto importante a mio avviso che il geriatra abbia conoscenza dei meccanismi fisiopatologici della senescenza e conosca quei rimedi che possono essere utilizzati sia in età matura sia nella vecchiaia vera e propria. Ovviamente non deve neanche sfuggire il lato strettamente psicologico di questa fase così delicata della vita, affinché si possa affermare con risolutezza che la vecchiaia non deve e non può in alcun modo essere considerata come sinonimo di malattia e morte, ma una tappa della vita dove si possono ancora raccogliere numerosi frutti. E infine, il progetto Villa Grenga dovrà essere assolutamente esteso non solo ad altri pazienti istituzionalizzati che sicuramente rappresentano un più difficile terreno su cui agire, ma anche a tutti quegli anziani che pur vivendo in famiglia necessitano di essere supportati per una migliore qualità di vita.
PROGETTO “VILLA GRENGA”
Il presente studio osservazionale ha avuto come obiettivo la valutazione del SENVA-VANDA CURE prescritto in associazione allo NGF 5CH-VANDA CURE come trattamento nelle patologie della senescenze e ad esse correlate.
All’interno della Casa di Riposo Villa Grenga sono stati selezionati nove pazienti: sei donne e tre uomini con età media di 84,7 anni ed affetti da disturbi![]()
cognitivi-comportamentali di grado medio e severo, con o senza altre patologie neurologiche associate quali il Morbo di Parkinson già in trattamento farmacologico. Per un periodo di quattro mesi sono stati loro somministrati Senva-Vanda Cure (una dose al giorno) e NGF 5 CH-Vanda (due dosi a settimana). Premettendo che in genere gli ospiti delle Case di Riposo sono pazienti che si trovano in uno stadio avanzato della patologia neurologica,
e che anche nella struttura più qualificata il personale non è sempre in grado di rispondere alle esigenze dei suoi ospiti (per mancanza di preparazione o di tempo a discapito anche di quelle sollecitazioni che dovrebbero mantenere la mente allenata ai più semplici ragionamenti), dopo quattro mesi di cura e di osservazione abbiamo visto con grande sorpresa che il vero cambiamento non è stato il recupero di una memoria ormai spenta, ma una modifica caratteriale.
In alcuni casi, laddove c’era la tendenza all’isolamento, si ènotato un miglioramento nel tono dell’umore, una richiesta maggiore di compagnia. In altri
casi: una paziente si è intrattenuta con più frequenza con gli altri ospiti; si è risolta l’ansia che si manifestava e la persona è sembrata più serena e tranquilla, come se avesse ricevuto un equilibrio interiore; la paziente ha partecipato attivamente e in modo collaborativo alle faccende domestiche e un ospite si è dimostrato più organizzato e motivato, andando fin in giardino per prendersi cura dell’orto.Questo piccolo studio non vuole assurgere a indicazione generale di una terapia per le patologie neurologiche, ma di sicuro consente di aprire uno spiraglio per la valutazione a un diverso e congruo approccio ad esse.
IL SENVA
Il ricorso all’immunoterapia a dosi infinitesimali durante la senescenza ha come scopo quello di regolarizzare l’azione del sistema immune. A questo proposito il Senva è il frutto di lunghe ricerche e studi clinici sull’immunoterapia a dosi infinitesimali effettuati in Belgio dal Dott. M. Jehner e dal Dott. B. Marichal e pubblicati sul Trattato teorico-pratico di immunoterapia a dosi infinitesimali (Francia 1993). Tali ricerche hanno dimostrato che il Senva, che si può assumere anche a scopo preventivo, determina un effetto immunomodulante con miglioramento della funzionalità del sistema immune nelle persone anziane. Ciò comporta una riduzione dei problemi immunologici legati all’invecchiamento: maggior suscettibilità alle infezioni, alla insorgenza di neoplasie, allo sviluppo di manifestazioni autoimmuni.
IL NGF
Secondo un'ipotesi condivisa da molti neurobiologi, una delle cause di numerose malattie degenerative, fra le quali si annoverano anche le demenze senili e il morbo di Parkinson, è la carenza di una o più neurotrofine come il NGF (Nerve Growth Factor, “Fattore di crescita del sistema nervoso” scoperto
nel 1951 da Rita Levi Montalcini). Alla luce di ciò si è pensato di utilizzare questa sostanza per il trattamento del morbo di Alzheimer e di Parkinson. Opportunamente diluito e dinamizzato alla 5 CH, il NGF ha dimostrato di avere la capacità di agire sui neuroni favorendone il trofismo e proteggendoli dai processi degenerativi. Per questo motivo può essere usato nel trattamento delle patologie cerebrali degenerative e vascolari. Il NGF 5 CH non rappresenta di per sé una cura a tali patologie, in quanto non è possibile la rigenerazione dei neuroni andati in necrosi, ma è un importante ausilio nel contrastare la degenerazione dei neuroni residui favorendo la stabilizzazione delle patologie degenerative e vascolari del sistema nervoso e ostacolandone la progressione.
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Le prime due immagini sono opere di Maggie Taylor: Small storm, 2002 e Oh happy day!, 2009.
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