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Una sorpresa tutta da bere


Pubblicato su Hod benessere n.59 - Inserito in Salute » Piante ed erbe

Di sapore gradevole e aromatico, l’enolito, detto anche tintura vinosa o vino medicinale, si prepara mettendo a macerare le piante nel vino. Ha usi diversi e ce ne sono per tutte le stagioni, ma quello che è certo è che aumenta le difese dell’organismo, aiuta ad affrontare l’arrivo dei primi freddi e, cosa che non guasta, è ottimo da bere anche con gli amici, ad esempio dopo una buona cena.

Conosciuto già in epoca romana, l’enolito ha un’azione diversa a seconda delle piante che si usano (in genere ce ne sono solo una o due importanti). Di una cosa però bisogna assicurarsi: che le piante siano di qualità e gradevoli di gusto. Tra le piante che si sposano meglio con il vino ci sono le ombrellifere (l’anice, il finocchio, il coriandolo, il cumino), sicuramente più adatte delle labiate (la menta, la melissa, la verbena). Altri ingredienti ottimali per fare un buon enolito sono i frutti di bosco e spezie quali la cannella e il chiodo di garofano. Ne basta un po’ per aggiungere quel “quid” di sapore che rende ancora più deliziosa la nostra bevanda. Preferibilmente da sorseggiare, oltre a stimolare le papille gustative si assimila meglio.

 

Ogni enolito ha il suo vino. L’importante è che il vino, bianco, rosato o rosso, sia sempre di prima qualità. Il vino Passito (ad esempio il Moscato di Pantelleria) va benissimo abbinato alle piante abbastanza amare quali l’eleuterococco e il ginseng, che rende più morbide e pastose. 
Il rosso invece (un buon Barolo o un Chianti) contiene rasveratrolo, una sostanza che fa bene alle arterie, al cuore e alla pressione ed è particolarmente indicato alle persone anziane. Nulla però toglie di preparare ogni volta gli enoliti in modo diverso. Anzi, è divertente provare a cambiare il vino a seconda del gusto, scegliere qualità diverse e, alla fine, “creare” la propria ricetta ideale.
Qualora poi l’enolito risultasse un po’ amarognolo e lo si volesse addolcire, è preferibile usare al posto dello zucchero un po’ di miele, uno o due cucchiai a piacimento. In particolare andrebbe scelto un miele di qualità abbastanza liquida. Perfetto quello di acacia, dall’aroma non troppo marcato. A questo proposito ricordate che quando sentite un miele dal profumo molto forte, significa che è stato pastorizzato e presenta un’aggiunta di oli essenziali.

 

Come prepararlo
Innanzitutto le dosi sono quasi sempre le stesse. Tenendo conto di voler preparare un litro di vino, prendete mediamente 25/30 g di piante “basi” (quelle più importanti, che determinano l’azione dell’enolito) a cui aggiungerete in una dose giusta - né troppo né poco - un aromatizzante. Quindi mettete la quantità di pianta o di miscela indicata in un capiente vaso di vetro a bocca larga (uno di quelli per le conserve, con chiusura ermetica), aggiungete un decilitro di vino, mescolate e lasciate riposare per qualche ora, fino a quando le piante non si saranno impregnate di liquido. A quel punto aggiungete un altro decilitro di vino e procedete come prima. Versate il vino rimanente, chiudete il vaso, agitate e lasciate macerare per una settimana, facendo attenzione di mescolare il contenuto ogni giorno. Poi filtrate con un colino a maglie fini, assaggiate e se occorre aggiungete il miele. Travasate in una bottiglia di vetro scuro, su cui metterete l’etichetta con il nome dell’enolito, la data di preparazione e il tipo di disturbo per cui è indicato. Chiudete con un tappo di sughero o a vite e conservate come il vino, in un luogo fresco e buio. 
Una volta che l’enolito è stato preparato con la massima cura, con piante e vino di qualità, “corretto” da aromi e addolcito dal miele quando è il caso, risulta talmente delizioso da poter essere tranquillamente degustato a fine pranzo o cena, e offerto agli ospiti al posto dell’Amaro o del solito digestivo. 

 

Prepariamo l’enolito per affrontare l’inverno (da prendere a pranzo o, quando fa più freddo, verso le 5 del pomeriggio, all’ora dell’aperitivo)
Ingredienti

1 litro di vino passito

20 g di eleuterococco di Russia (l’eleuterococco, come il ginseng e tutte le piante adattogene, aumenta le difese dell’organismo)

10 g di echinacea

10 g di melange di frutti del sottobosco (sono gli stessi frutti essiccati che si adoperano per i tè aromatici).

Indicazioni  Quando si parla di melange di frutti del sottobosco (mirtilli, more, lamponi ecc.) bisogna stare attenti che siano davvero naturali senza aggiunte di oli essenziali. Come fare per accorgersene? L’odore e il sapore non devono essere molto forti, ma discreti e delicati.
Attenzione: un prodotto veramente naturale non ha mai profumi o sapori troppo intensi.

 

Digestivo (da prendere prima o dopo i pasti)
Ingredienti

1 litro di vino Passito

20 g di levistico (è una pianta selvatica chiamata anche “sedano di montagna”)

10 g di coriandolo (dal sapore gradevolissimo)

5 g di scorza di arancio dolce.

Indicazioni  In questo caso dovete fare attenzione a quando lo prendete. Alle persone anziane lo consiglio prima del pasto poiché stimola i succhi gastrici e fa venire appetito (ha funzione di eupeptico). Altrimenti, dopo pranzo, va benissimo per tutti. Per la quantità sono perfette le dosi di un bicchierino (quelli di una volta “da rosolio” o da liquore), oppure versatene due dita (2 cucchiai da tavola, 20 ml di enolito) in un bicchiere normale. 

 

Energizzante Che aiuta a “tirar su”
Ingredienti 

1 litro di vino rosso

20 g di ginseng

10 g di noci di cola

10 g di frutto di vaniglia (stecca).

Indicazioni In questo caso, sarebbe meglio aggiungere alla fine un po’ di miele. Potete assumerlo prima o dopo il pranzo, come volete. L’importante è che non lo prendiate a stomaco vuoto o a cena perché il ginseng, come l’euterococco, abbassa un poco la glicemia e ha un effetto stimolante che può far ritardare il sonno. 

 

Per le persone anziane (ottimo per il sonno, va preso alla sera dopo cena)
Ingredienti 

1 litro di vino rosso

20 g di olivo

10 g di biancospino

5 g di china rossa

5 g di scorze di arancio amaro.

Indicazioni  In particolare aiuta ad abbassare la pressione.

 

“Vin di maggio”
Ingredienti

1 litro di vino rosso

30 g di asperula odorata (bellissima pianta dal profumo inebriante che contiene un po’ di cumarine, perfetta da usare anche nei pout pourri)

1/2 arancia possibilmente non trattata completa di buccia (che ovviamente per necessità potete tagliare a spicchi).

Una curiosità  Bevuto molto in Alsazia, il cosiddetto “Vin di maggio” fa benissimo a chiunque. Si racconta al proposito che Stanislao Leczinski, re della Polonia nel ‘700, ne prendesse tutte le mattine una tazza di tè, riconoscendo a questa pianta la fonte primaria della sua salute e forza.  


Scritto il 20/12/2010,

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