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Sangre de drago


Pubblicato su Hod benessere n.61 - Inserito in Salute » Piante ed erbe

Un anno fa, lavorando in una farmacia a Milano, mi è capitata una storia un po’ bizzarra: tre clienti sudamericani mi chiesero se tenessi tra i nostri prodotti il Sangre de Drago. Chiesi loro per che cosa lo utilizzassero e mi risposero che gli serviva per favorire la cicatrizzazione di alcune ragadi (o fessurazioni) che gli si erano formate alle mani per il gelo. Non essendo a conoscenza del prodotto dubitavo della sua presenza in Italia, invece andai a controllare nella banca dati e, molto sorpresa, lo trovai!

È un liquido rosso scuro che si ricava dalla resina/linfa di una pianta sud americana, il Croton leicheri o Chroton draconoides, pianta che cresce prevalentemente nella foresta Amazzonica Peruviana. Incuriosita, mi informai al proposito e scoprii che questa sostanza rossa come il sangue viene secreta sotto forma di resina/lattice dalla corteccia della pianta proprio per riparare le spaccature che si formano sul tronco. È usata dagli indigeni sud americani da millenni per curarsi ferite ed escoriazioni spalmandola e facendola assorbire a livello della parte lesa, ma è utilizzata anche ad uso interno per riparare i tessuti nel caso di ulcerazioni ecc…
Lo scorso agosto, in occasione di un viaggio in Perù, ebbi modo di toccarla personalmente con mano e di vederne sia la preparazione sia l’uso che ne facevano le popolazioni locali, che portavano pezzi di corteccia arrotolata direttamente al mercato per estrarre il Sangre de Drago e venderne l’estratto fresco.

 

Gli usi sono plurimi
Antinfiammatorio, antisettico, antidolorifico, antimicotico, antivirale, antiemorragico, cicatrizzante, emostatico, vulnerario e fungicida.

 

Uso interno
Qualche goccia diluita in acqua, per le ulcere di stomaco ed intestinali o gastrointestinali, ulcere peptiche, ulcerazioni della gola e della bocca, tonsilliti, infezioni della gola, febbre, diarree, colite ulcerosa, malattie infiammatorie, dermatosi micotiche, eczema e psoriasi.

 

Uso esterno
La popolazione del Perù lo utilizza per trattare ferite, tagli, punture d’insetto, bruciature (gli sciamani mettono la linfa sulle ferite per far cessare il sanguinamento, per trattare le infezioni e il dolore e per accelerare il processo di guarigione). Serve poi in caso di leucorrea, fratture, nei bagni vaginali
prima e dopo il parto. Con poche gocce applicate sulla zona malata, è di aiuto anche per l’herpes labiale.

 

Caratteristiche botaniche
Appartenente alla Famiglia delle Euphorbiaceae, dai caratteristici fiori verde-bianchi, è una pianta dell’Amazzonia, tipica delle regioni tropicali del Sud America. La parte usata è la resina pura (un lattice viscoso), di colore rosso vino scuro, dall’odore caratteristico e dal sapore astringente. La resina contiene un alcaloide raro denominato “taspine” che accelera la cicatrizzazione e la guarigione delle ferite: una volta messa la linfa sulla parte lesa, questa si asciuga rapidamente e forma una patina, una sorta di pellicola che fa da barriera protettiva e crea come una seconda pelle.

 

Storia
Questa pianta utilizzata dagli indigeni della foresta amazzonica ha una lunga storia: le prime testimonianze scritte risalgono al 1600 quando il naturalista spagnolo Barnabé Cobo scoprì che la polvere curativa del lattice era profondamente conosciuta e da sempre utilizzata dalle tribù indigene dell’Equador, del Messico e del Perù.
Ancora oggi il Sangre de Drago viene utilizzato in Sud America allo stesso modo in cui secoli fa questo lattice veniva messo sulle ferite per fermare le emorragie e i sanguinamenti, per accelerare la cicatrizzazione e proteggere dalle infezioni. Contemporaneamente, una serie di studi scientifici sono in atto in vari laboratori del mondo per comprovare le proprietà terapeutiche attribuitegli dagli indigeni del passato e dalle popolazioni attuali del Sud America.


Scritto il 12/01/2011,

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