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Violenza contro le Donne: Dati e Progetti


Pubblicato su Hod benessere n.46 - Inserito in

È triste dover rilevare che ancora oggi la violenza verso le donne è un problema mondiale non sufficientemente riconosciuto e denunziato. Numerose ricerche e studi condotti a diversi livelli e contesti, confermano che si tratta di un fenomeno che si sviluppa soprattutto nell'ambito dei rapporti familiari e coinvolge donne di ogni estrazione sociale e livello culturale, provocando danni fisici e gravi conseguenze sulla salute mentale, e comportando alti costi socioeconomici non solo alle donne, ma anche alle comunità ed agli stati in cui vivono.

 

La violenza sulle donne, così come definita nella Dichiarazione per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne emanata dalle Nazioni Unite (1993), è "qualunque atto di violenza sessista che produca, o possa produrre danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata".
La tipologia della violenza di genere si potrebbe suddividere in quattro ambiti: fisica (maltrattamenti); sessuale (molestie, stupri, sfruttamento); economica (negazione dell'accesso alle risorse economiche della famiglia, anche se prodotte dalla donna); psicologica (violazione del sé). In Europa la violenza rappresenta la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 50 anni e in Italia, stando ai dati del Ministero Pari Opportunità (www.antiviolenzadonna.it) risulta che per ogni tre morti violente, una riguarda donne uccise da un marito, un convivente o un fidanzato. Non vi sono statistiche quantitative sul maltrattamento ma si stima, sempre a partire da indagini comunitarie, che una donna su cinque abbia subito nella sua vita una qualche forma di violenza. Per contrastare quest’ondata di violenza, nel novembre scorso, in concomitanza con la manifestazione nazionale delle donne svoltasi a Roma, il governo ha varato il Decreto Ministeriale per un piano d'azione che consenta di punire i reati più gravi, rendere più certe le pene, investire sulla prevenzione e sulla formazione di una cultura di rispetto delle donne. Fondamentale anche tenere aperto il dialogo con i cittadini e gli operatori: da qui l’intenzione della Ministra Pollastrini di dare vita ad un Forum permanente sulla violenza alle donne per il confronto tra istituzioni e società civile.

 

Qualche dato sconcertante
Gli ultimi dati Istat sottolineano come solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata compiuta da uno sconosciuto. Come ha ricordato il direttore generale dell'Istat, Linda Laura Sabbadini, la violenza sulle donne è davvero un fatto quasi del tutto privato. Anche se si va per eccesso, solo un 10% degli stupri ai danni di donne italiane sarebbe stato compiuto da stranieri, mentre oltre il 69% è opera di partner o ex partner. Inoltre solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un “reato”, mentre il 44% lo giudica semplicemente “qualcosa di sbagliato” e il 36% “qualcosa che è accaduto”. Infine, solo un quarto degli autori dei fatti, quando vengono denunciati, viene imputato e solo l'8% di essi è condannato.
La violenza domestica è un fenomeno che viene prevalentemente tenuto nascosto dalle stesse. Spesso il maltrattatore è perdonato e la violenza addirittura negata agli estranei, vittime anche davanti all’evidenza. Guardando i dati europei, stupisce che il fenomeno dello stupro e degli abusi abbia pressoché la stessa portata in Paesi del Nord Europa, quali la Scandinavia, che nel bacino del Mediterraneo ed Oltremanica, e che questi tristi fenomeni siano accomunati anche dalla medesima difficoltà di denuncia. È la dimostrazione che a scatenare l’episodio di violenza (o meglio “la sindrome che porta all’episodio di violenza”) - così come a non perseguire l’aggressore da parte della vittima - sia una sorta di patologia della relazione comune a vari paesi, in una forma trasversale, indipendente dalle tradizioni culturali e dai modelli formativi.

 

Che fare
Il problema della violenza sulle donne poggia sulle difficoltà di rapporto all’interno della coppia, difficoltà cui l’uomo in molti casi reagisce o con la fuga (e da qui il crescere esponenziale dei fenomeni di crisi della coppia con soluzioni giudiziarie, più o meno civili) o con le botte (quando si ferma a questo). Pertanto l’approccio dissuasivo e terapeutico non potrà prescindere dalla cura del miglioramento della capacità relazionale, e dal trovare un equilibrio nell’evidente frattura creatasi tra il mondo maschile e il mondo femminile, più libero economicamente, più autocosciente e meno succube che in passato, ma pur sempre ancora molto condizionato da tabù culturali, obblighi morali, condizionamenti verso la famiglia che alla donna maltrattata (anche quando è acculturata) fanno “sopportare” ancora oggi violenze in virtù di un bene che si crede maggiore, come l‘unità familiare. In realtà è proprio questa “unità familiare” che, vissuta in maniera errata, può creare soprattutto nei figli dei risvolti molto negativi per la crescita sia psicologica che emotiva.
A tutto questo, il dialogo tra donne, la solidarietà, la legislazione, gli interventi di educazione al rispetto dei diritti della persona, le campagne di informazione italiane, europee e dell’ONU, l’impegno concreto di associazioni territoriali possono dare risposte valide. Occorre assumere una posizione di condanna e attivarsi nella promozione di una cultura di “tolleranza zero” alla violenza per affrontare il problema in maniera sistematica. Le situazioni di violenza si ripercuotono sulla vita e nell'esperienza di quanti sono vicini alla donna. A livello europeo ci sono programmi e finanziamenti per progetti a supporto delle donne maltrattate come con il programma Daphne II, che ha come specifico obiettivo prevenire e combattere tutte le forme di violenza che si verificano nella sfera pubblica o privata contro i bambini, i giovani e le donne. Molti sono gli opuscoli informativi, nazionali, regionali, europei, per non fare sentire le donne sole e far loro capire meglio la situazione di disagio e violenza che stanno vivendo, per renderle consapevoli che dalla violenza si può uscire. http://ec.europa.eu/justice_home/funding/2004_2007/daphne/doc/daphne_call_2006_it.pdf

 

Alcuni Centri antiviolenza www.women.it/centriantiviolenza/centricheaderiscono.htm
Gli unici dati quantitativi che raccontano della violenza verso le donne sono quelli raccolti ed elaborati dai centri antiviolenza, attivi dal 1980 in molte città italiane, e di alcune indagini e studi effettuati da ricercatori e ricercatrici sensibili al tema o messi in atto nell'ambito dei “gender studies”. Questi dati e relative pubblicazioni sono reperibili attraverso i centri antiviolenza. Inoltre va segnalato il lavoro di ricerche - azione sulla percezione della violenza verso le donne, finanziato dal progetto “Rete antiviolenza tra le città Urban Italia”, con il coordinamento del Dipartimento Pari Opportunità. Indagine ed attività che hanno coinvolto 25 città italiane. In questi interventi si sono coniugati diversi livelli di indagine sulla percezione della violenza (donne e uomini, operatori, testimoni privilegiati, donne che hanno subito violenza), con un'azione locale di stimolo alla creazione di reti interistituzionali contro la violenza, e con un'attività di sensibilizzazione agli operatori che più spesso sono a contatto con donne o minori:

Bergamo Associazione Aiuto donna - uscire dalla violenza - Onlus Tel. 035 212933
Bologna Casa delle Donne per non subire violenza Tel. 051.265700 www.casadonne.it • Gruppo Giustizia UDI Tel. 051.232313 • SOS Donna Tel. 051.434345 - 434972
Brescia Associazione Casa delle donne Tel. 030 2400636
Firenze Centro Donne contro la violenza "Catia Franci" Associazione Artemisia Tel. 055.602311 - 601375 (Abuso minori) - www.artemisiacentroantiviolenza.it
Genova Centro accoglienza per non subire violenza Tel. 010.2461716
Mantova Telefono Rosa Tel./Fax: 0376.225656 • www.telefonorosa.it
Mestre Centro Antiviolenza Tel. 041.5349215 • Ass. Donne con le Donne Tel. 041.950181 • Associazione le Moire Tel. 041.962545
Milano Ass. Casa di accoglienza donne maltrattate Onlus (fondata nel1986) Via Piacenza, 14 Tel. 02.55015519/55015638 Fax: 02-55019609 cadm@galactica.it • www.cadmi.org
Coop. Soc. Cerchi d’acqua Tel. 02.54107608
SVS- Soccorso Violenza Sessuale presso la Mangiagalli Tel. 02.57992489 • www.svsdad.it
Monza Associazione CADOM - Centro Aiuto Donne Maltrattate Monza e Brianza - Onlus, Tel. 039.2840006 Fax 039.2841351 • www.cadom.it
Napoli Sportello Rosa FILCAMS CIGL Tel. 081.2449811 • Onda Rosa Tel. 081.5750717 • Centro Antiviolenza Tel. 081.5755015
Padova Centro Antiviolenza Tel. 049.8766270 • Centro Veneto Progetti Donna Tel. 049 8753627 • www.centrodonnapadova.it
Pavia Ass. Donne contro la violenza Tel. 0382.32136
Roma Telefono Rosa Tel. 06.37518261-62 • www.telefonorosa.it • Differenza Donna Centro Prov. Antiviolenza Tel. 06.5810926/23269049 www.differenzadonna.it • Centro Accoglienza per donne in difficoltà “Le Maree” Tel. 06.65793064
Torino Telefono Rosa Tel. 011.530666 - 5628314 •
www.mandragola.com/tel_rosa • Casa delle Donne Tel. 011.8122519 • Ass. Donne contro la violenza Tel. 011.882436
Trento Ass. laica famiglie in difficoltà Tel. 0461.235008 - 233528 • Linea telefonica per donne che subiscono violenza Tel. 0461 428021 • www.centroantiviolenzatn.it
Treviso Telefono Rosa Tel. 0422.583022
Trieste Associazione Centro Antiviolenza GOAP Tel. 040.310981 • www.goap.it
Udine IOTUNOIVOI Tel. 0432.235163

 

Altri indirizzi utili:
Tel. Rosa Centro di Orientamento per i Diritti delle Donne www.mandragola.com/tel_rosa
Casa delle Donne per non Subire Violenza linux.women.it/info/casadonne
Italia Donna www.italiadonna.it
The National Coalition Against Domestic Violence Dedicata alle donne maltrattate www.ncadv.org
WAVE (Women Against Violence Europe) È la maggiore rete europea delle organizzazioni non governative che lavorano per combattere la violenza contro le donne e i bambini. www.wave-network.org


Scritto il 24/01/2011,

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