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Dismenorrea - Ogni mese ce n’è una e può anche far molto male


Pubblicato su Hod benessere n.46 - Inserito in Salute » Medicina complementare

Il termine dismenorrea designa una difficoltà mestruale (dal greco dus = difficoltà), ma si usa più comunemente per parlare dei dolori al basso ventre che precedono e/o accompagnano la mestruazione; il termine algomenorrea (da algos = dolore) sembrerebbe, in questo caso, più esatto.

 

La dismenorrea affligge circa il 50% della popolazione femminile. Le mestruazioni dolorose sono frequenti sul finire dell’adolescenza e nella premenopausa, con periodi di evidenti fluttuazioni ormonali che in genere non nascondono nessun tipo di problema ginecologico. Nelle adolescenti diminuiscono nel corso degli anni e spesso spariscono dopo la prima gravidanza. Nonostante ciò, per il 10% delle donne il dolore mestruale può essere debilitante, costringendole a modificare le loro attività quotidiane (riposo forzato ed assenza da scuola e dal lavoro).

Si parla di dismenorrea primaria, se i dolori che accompagnano le mestruazioni insorgono con il menarca o durante l’adolescenza. Questi dolori appaiono tra i sei mesi e i tre anni dalla comparsa del primo ciclo e non costituiscono il sintomo di un disturbo ginecologico, ma rappresentano  il normale processo mestruale. Al contrario, parliamo di dismenorrea secondaria o sintomatica quando siamo in presenza di cause organiche quali endometriosi (cellule della parete uterina migrano verso altre aree della cavità pelvica causando dolore e sanguinamento), fibromi (tumori benigni dell’utero), malattie a trasmissione sessuale, salpingiti (infiammazione delle tube di Fallopio, ma anche dell’utero e delle ovaie), cisti ovariche e malformazioni genitali. La dismenorrea secondaria può comparire a qualsiasi età, ma è più comunemente osservata nelle donne tra i 20 e i 45 anni. Anche l’utilizzo di dispositivi contraccettivi intrauterini (IUD o spirale) può essere causa potenziale di dismenorrea secondaria e molte donne riferiscono che l’uso di tamponi igienici può esacerbare il dolore ed i crampi mestruali.

 

I sintomi
Il principale sintomo di dismenorrea è un dolore al basso ventre che può estendersi alle anche, alla zona lombare e all’interno delle cosce. Può manifestarsi come sordo e persistente (dismenorrea congestiva) o crampiforme (dismenorrea spasmodica) ed è spesso accompagnato da altri sintomi quali nausea, vomito, diarrea o stipsi, mal di testa, debolezza, vertigini e malessere generale. Quando questi sintomi si manifestano in maniera severa, la dismenorrea può portare ansietà, disagio psicologico e depressione; ogni donna, infatti, vive l’esperienza del dolore in maniera differente. In caso di dismenorrea secondaria, i dolori durano spesso più a lungo e possono comparire altri sintomi quali sanguinamento fra due cicli successivi, mestruazioni particolarmente abbondanti e cicli spesso irregolari.

 

 

Predisposizioni e rischi - Che fare
Le donne predisposte a soffrire di dismenorrea primaria hanno raggiunto la pubertà precocemente (prima degli 11 anni) e hanno il collo dell’utero particolarmente stretto o l’utero retroverso (troppo inclinato in avanti o indietro); anche i fattori ereditari giocano un ruolo rilevante. Fattori di rischio sono invece l’obesità, il fumo, l’alcol, lo stress, la tensione psicologica e la mancanza di esercizio fisico.
Tutte le donne che soffrono di dismenorrea grave, accompagnata da dolori forti ed invalidanti, dovrebbero sottoporsi ad una visita ginecologica per accertare che il dolore mestruale non sia dovuto a cause organiche (dismenorrea secondaria). Non esistono, infatti, test specifici per diagnosticare una dismenorrea primaria. In caso di dismenorrea secondaria, il medico richiederà, a seconda dei casi, un’ecografia pelvica transvaginale, un PAP-test (per escludere infezioni a trasmissione sessuale) ed esami del sangue per verificare i livelli di emoglobina, al fine di escludere l’anemia che può essere associata a sanguinamenti abbondanti.

Il trattamento farmacologico convenzionale della dismenorrea primaria si avvale di semplici analgesici (paracetamolo), FANS (antinfiammatori non steroidei) e inibitori della COX-2 che, se somministrati in tempo utile, sono in grado di inibire la sintesi di prostaglandine e ridurre, così, la contrattilità dolorosa dell’utero. I potenziali effetti collaterali degli antinfiammatori sono disturbi gastrointestinali di varia entità che possono portare anche alla sospensione del trattamento. Anche i contraccettivi orali vengono impiegati nella terapia della dismenorrea primaria per ridurne i sintomi, ma come sappiamo agiscono sopprimendo l’ovulazione e la proliferazione dell’endometrio, riducendo il flusso mestruale e diminuendo, indirettamente, la sintesi di prostaglandine.

Per quanto riguarda la dismenorrea secondaria, il trattamento (anche chirurgico) varierà ragionevolmente in base alle cause organiche che la determinano. Il fallimento di una terapia a base di antinfiammatori tradizionali può suggerire una dismenorrea secondaria, che richiederà indagini più approfondite.

 

Al di là della terapia farmacologica, alcune semplici misure possono contribuire ad alleviare i dolori mestruali:
* riposarsi ed evitare il più possibile situazioni stressanti (gli ormoni dello stress, adrenalina e cortisolo, aumentano la produzione di prostaglandine pro-infiammatorie)
* sdraiarsi e posizionare una borsa dell’acqua calda sull’addome flettendo le ginocchia verso il petto o sulla zona lombare
* fare bagni o docce ben caldi
* massaggiare delicatamente l’addome
* evitare l’esposizione al freddo intenso
* fare dell’esercizio fisico moderato
* praticare tecniche di rilassamento (es. yoga)
* eliminare il fumo e l’eccesso di alcolici.

 

Anche un regime alimentare equilibrato deve diventare una buona norma.
* Un’alimentazione ricca in acidi grassi Omega-3 aiuta a ridurre i dolori mestruali in ragione della loro attività antinfiammatoria. Consumate, quindi, pesce grasso (sgombro, salmone, aringhe e sardine), olio e semi di lino e di canapa che sono fonti importanti di Omega-3.
* Riducete il consumo di zuccheri raffinati che portano ad una sovrapproduzione di insulina, il cui eccesso favorisce la sintesi di prostaglandine pro-infiammatorie.
* Diminuite l’assunzione di margarina e grassi vegetali, fonti dei grassi che partecipano alla sintesi delle prostaglandine.
* Eliminate le carni rosse che hanno un alto contenuto di acido arachidonico (coinvolto nella formazione delle prostaglandine).
* Evitate di bere caffè; invece di allontanare la fatica, il caffè aumenta i dolori mestruali perché i suoi effetti sul corpo sono simili a quelli dello stress.

 

Esistono anche integratori alimentari che possono alleviare i disturbi causati dalla dismenorrea. Oltre a quelli a base dei già citati acidi grassi Omega-3, possono essere utilizzati i complessi di Vit.B di cui sono ricchi il lievito di birra ed i legumi verdi. Le Vitamine B1, B6 e B12 riducono l’intensità e la durata del dolore. La Vit.C ed i bioflavonoidi di mirtillo, mora, ribes, lampone e uva favoriscono il rilassamento della muscolatura liscia e riducono l’infiammazione. Anche il Magnesio, di cui sono ricchi noci e cereali integrali, promuove il rilassamento muscolare e può avere un effetto benefico sul dolore mestruale. La Vit. E può, invece, ridurre il dolore favorendo l’apporto sanguigno alla muscolatura uterina. Infine, la Bromelina, enzima proteolitico dell’ananas, è un ottimo antinfiammatorio che agisce rilassando i muscoli e riducendo le contrazioni crampiformi uterine.

 

In fitoterapia si utilizza l’Actaea racemosa (Cimicifuga), che rilassa la muscolatura uterina, il Finocchio che sembra avere un’azione di tipo estrogenico e il Salice bianco, la cui corteccia è ricca di salicina, sostanza che nell’organismo si trasforma in acido salicilico, dalle proprietà analgesiche ben conosciute.

 

Tisane e compresse calde
Altri rimedi naturali contro i dolori mestruali sono la Camomilla e la Calendula, con le quali si possono preparare tisane mettendo in infusione 2-3 g di fiori secchi in 150 ml d’acqua bollente per 5/10 minuti.
Si possono anche applicare compresse calde di Camomilla al basso ventre: immergete un tessuto di cotone in un’infusione preparata con 100 g di Camomilla in 1 litro di acqua bollente; dopo averlo strizzato e ripiegato più volte su se stesso, appoggiatelo sull’addome assicurandovi che la temperatura non sia troppo elevata.

 

L’omeopatia prescrive granuli di Camomilla e di Colocynthis 5CH alternati, due volte al giorno, fino alla scomparsa del dolore.

 

Tra i trattamenti terapeutici alternativiva ricordata la neurostimolazione elettrica transcutanea (TENS) che consiste nell’applicazione di impulsi elettrici tramite elettrodi appoggiati sul corpo. Questi elettrodi possono essere localizzati lungo il tragitto del nervo della zona dolorante o attorno alla zona stessa, o sui punti dell’agopuntura tradizionalmente utilizzati in Medicina Cinese. Sembra che la TENS riduca il dolore favorendo la circolazione sanguigna e inibendo i messaggi nervosi dolorifici.

Anche l’agopunturaha dimostrato buona efficacia nel dar sollievo ai dolori mestruali,  riducendo i sintomi a breve e lungo termine e dimostrandosi valida alternativa all’uso, e spesso “all’abuso”, di farmaci analgesici.

 

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese sono molte le cause che possono essere all’origine del dolore mestruale. Le emozioni, in particolare la collera, la frustrazione, il risentimento possono indurre un ristagno di Qi (Qi è l’energia, la forza vitale in costante movimento) del Fegato; questo può avere ripercussioni sulla libera circolazione del Sangue (il Sangue è frutto della trasformazione degli alimenti, è governato dal Cuore che attraverso il suo Qi gli imprime la forza propulsiva, è immagazzinato nel Fegato e trattenuto nei vasi dalla Milza) che ristagnerà nell’utero causando dolore. Soprattutto nel corso della pubertà, l’esposizione al freddo e all’umidità prima e durante il ciclo può portare a quello che la Medicina Cinese chiama “invasione di freddo” a livello dell’utero e provocare dolore. Le gravidanze troppo ravvicinate o troppo numerose per determinate costituzioni fisiche possono portare ad un “vuoto” di Fegato e Reni che, diventando incapaci di far circolare l’energia ed il Sangue, provocheranno stasi e dolore. Infine, l’eccessivo affaticamento e le malattie croniche portano ad un esaurimento dell’energia provocando un vuoto di Sangue che non può più circolare sufficientemente.

Per la Medicina Tradizionale Cinese, le mestruazioni sono collegate al Fegato, ed i dolori antecedenti o conseguenti al ciclo sono dovuti all’ostruzione della libera circolazione di Qi e di Sangue. Il ristagno di sangue nell’utero è, dunque, lo stato patologico chiave di questo fenomeno.
In Medicina Cinese si possono differenziare due tipi principali di dismenorrea: quella “stagnante”, più ricorrente, in cui il dolore è particolarmente acuto, e quella “vuota”. Nel caso di dismenorrea “stagnante”, le cause possono essere la stasi di Energia e di Sangue, il ristagno di freddo nell’utero ed il calore. Nel primo caso, i sintomi sono dolore e gonfiore all’addome ed al seno, sensibilità dei fianchi e, a volte, gola secca e stipsi; il polso è irregolare. La stasi di Energia nel Fegato è spesso dovuta a stress e tensioni emotive, e il trattamento (agopuntura, massaggi, fitoterapia) servirà a far circolare il Qi ed il Sangue, a dissolvere la stasi e ad alleviare il dolore. Nel secondo caso, il dolore è di tipo crampiforme, si osserva avversione al contatto freddo sul ventre, miglioramento con l’applicazione di borse d’acqua calda e peggioramento alla palpazione ed alla pressione; il polso è profondo e spesso irregolare. Bisognerà quindi “riscaldare” l’utero, cacciare il freddo e far circolare il sangue. Nel terzo caso, infine, il dolore si accompagna ad una sensazione di bruciore che si irradia all’osso sacro, le urine sono scarse e scure, il polso sfuggente. Si eliminerà l’umidità per dissolvere il ristagno.
Quando si parla di dismenorrea “vuota”, il vuoto può interessare il Qi e il Sangue o il Fegato e i Reni. Nel caso di un vuoto di Qi, il dolore addominale è sordo e persistente e si avverte una sensazione di pesantezza al basso ventre. Tale dolore migliora con la pressione ed il massaggio. C’è stanchezza, affaticamento ed il polso è debole e sottile. Bisognerà rinvigorire l’energia, nutrire il Sangue ed eliminare la stasi. Se c’è un vuoto di Fegato e Reni, i sintomi evidenzieranno dolore persistente nella regione ipogastrica verso la fine e dopo il ciclo, lombalgia ed ancora debolezza. Il trattamento servirà, dunque, a nutrire Fegato e Reni.
Anche per la Medicina Tradizionale Cinese la strategia alimentare è molto importante, soprattutto nel caso di un ristagno di freddo. Bisognerà privilegiare gli alimenti cotti, i sapori leggermente piccanti che favoriscono la circolazione, i condimenti e le verdure aromatiche (cipolle, prezzemolo). Evitare, invece, i cibi freddi, soprattutto prima del ciclo (verdure e frutta crude, gelati, bevande ghiacciate), gli alimenti grassi che impediscono la circolazione di Qi e di Sangue, le carni rosse, il caffè, i formaggi fermentati e il tabacco.
Nella Farmacopea cinese è il SI WU TANG (Angelica 4) la ricetta classica per curare le dismenorree ricorrenti. Nutre e tonifica il Sangue e ne regola la circolazione, soprattutto a livello degli organi del bacino. Può essere assunto come concentrato solubile (3-6 g al giorno in 2 somministrazioni, con acqua tiepida, a digiuno) o sotto forma di compresse (1-2 capsule per 2-3 volte al giorno, a digiuno) ed essere impiegato per terapie anche di lunga durata.

 

 

Come ogni volta, mi preme ricordare che tutte le erbe medicinali ed i trattamenti definiti“alternativi” (es. agopuntura) sono estremamente efficaci, ma devono essere sempre utilizzati con prudenza. Benché “naturali”, non sono necessariamente innocui e possono, in alcuni casi, avere effetti collaterali e controindicazioni; possono anche interagire con altri tipi di farmaci che il paziente sta assumendo. È dunque sempre molto importante consultare il medico o il farmacista prima di iniziare qualsiasi tipo di cura.

 

Farmacia Marinoni
Corso Buenos Aires, 55 - Milano
Tel. 02.29400513 • Fax 02.29513732 


Scritto il 21/01/2011,

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