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La disponibilità di integratori vitaminici e minerali, nonché di prodotti antiossidanti, è di fondamentale importanza per intervenire in caso di stress metabolici o di vere e proprie malattie da carenza, generalmente causate da un’alimentazione monotona, senza varietà, con cibi impoveriti dal trattamento industriale. È bene ricordare tuttavia, che fu sufficiente imbarcare limoni per prevenire lo scorbuto nei naviganti, cibarsi di riso integrale anziché raffinato per prevenire il beri-beri, e che i popoli del centro America evitavano la pellagra prevenendo la perdita della vitamina PP con un opportuno trattamento del mais. Ancor oggi potremmo prevenire tutte le patologie da carenze nutrizionali con una dieta il più possibile varia, approfittando della pur sempre ampia varietà dei prodotti stagionali dell’agricoltura naturale, nonostante la drammatica perdita di biodiversità a cui stiamo assistendo. Un po’ di vegetali rossi per sostenere il cuore e l’intestino tenue, gialli per lo stomaco e il pancreas, bianchi per il polmone e l’intestino crasso, verdi per il fegato, e colori scuri per il rene e gli organi genitali, come insegna la filosofia dell’Estremo Oriente.
La considerazione che un eccesso di radicali liberi può danneggiare il DNA e altre macromolecole fino al punto di favorire l’insorgenza del cancro e di altre malattie degenerative, unita all’osservazione che chi ha una dieta ricca di sostanze vegetali antiossidanti si ammala meno, ha fatto sorgere l’ipotesi che alte dosi di molecole antiossidanti potessero ridurre l’incidenza di queste stesse patologie. Fortunatamente non c’è stato solo il forsennato sfruttamento commerciale di questa ipotesi, ma ci sono stati anche molti studi rigorosi sull’animale e sull’uomo, in particolare sperimentazioni controllate in doppio cieco con placebo su decine di migliaia di persone sane. Questi studi hanno dato risultati drammatici: con poche eccezioni i supplementi vitaminici o minerali ad alte dosi non hanno dimostrato alcun vantaggio ed in certi casi si sono dimostrati pericolosi. Alte dosi di betacarotene per prevenire il cancro del polmone nei fumatori hanno fatto aumentare il cancro del polmone; alte dosi di vitamina E hanno fatto aumentare le malattie emorragiche e la mortalità generale; c’è il sospetto che alte dosi di selenio facciano aumentare il diabete, che alte dosi di acido folico facciano aumentare il cancro al seno, che alte dosi di vitamina B6 facciano aumentare l’infarto, e che la supplementazione di fibre vegetali isolate dalla loro fonte faccia aumentare i polipi adenomatosi dell’intestino Gli studi non drammaticamente negativi sono quelli condotti a Linxian, in Cina, con una supplementazione multivitaminica in una popolazione con una dieta molto povera, in cui non si è osservata alcuna riduzione dell’incidenza complessiva del cancro, che era l’obiettivo della sperimentazione, ma si è osservata una modesta riduzione del cancro dello stomaco; e lo studio SUVIMAX, in Francia, che valutava l’effetto di una pillola multivitaminica e multiminerale a basse dosi, nel quale non si è osservata nessuna riduzione dell’incidenza di cancro nella popolazione complessiva e nelle donne, ma una riduzione significativa negli uomini che avevano una dieta molto povera di verdure e frutta. La supplementazione con calcio, inoltre, ha ridotto la recidiva dei polipi intestinali.
Questi studi sperimentali sono stati molto importanti, perché gli studi osservazionali, cioè gli studi in cui si controlla se chi assume integratori si ammala di più o di meno, sono difficili da interpretare, perché chi prende integratori ha anche uno stile di vita diverso da chi non li prende: consuma meno tabacco, fa più attività fisica, beve meno alcol, ha una dieta più varia e più salutare. Come raccomanda Michael Pollan nel suo aureo libretto “Food rules”: Comportatevi come chi assume integratori… e non assumete integratori. Gli studi sugli integratori multivitaminici che hanno ben controllato per lo stile di vita complessivo non trovano però protezione, bensì un modesto aumento di rischio.
In conclusione, alcuni integratori possono anche essere utili per chi preferisce, o è costretto, a mangiar male e a vivere male, purché le dosi siano quelle giuste, e anche il cocktail sia giusto. E le dosi giuste non possono che essere quelle naturali, cioé compatibili con quelle che potremmo assumere mangiando cibi naturali, perché la prevenzione non è come la tossicologia: se prendo un veleno, più ne prendo più mi avveleno, se prendo qualcosa che mi fa bene non è che più ne prendo più mi fa bene, anzi se ne prendo troppo può farmi male. Per il cocktail giusto oggi su Internet e sui media già trovate ciarlatani che per poche centinaia di euro vi propongono di esaminare il vostro DNA per stabilire di quali integratori avete bisogno. In realtà ciò di cui abbiamo bisogno, nelle dosi e nel cocktail giusto, già lo sappiamo, per ogni stagione dell’anno: è quello che il Padre Eterno ha voluto mettere nei cibi stagionali, prima che vengano alterati dalle manipolazioni industriali e commerciali.
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