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Profumo di viola


Pubblicato su Hod benessere n.43 - Inserito in

Ricordi sbocciavan le viole Con le nostre parole “Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”. (Fabrizio De André, La canzone dell’amore perduto)

 

Se dalla disposizione dei petali della viola del pensiero (viola tricolor) re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda traevano i fortunati auspici del loro destino, diversa sorte tocca alla piccola viola mammola (viola odorata), che nel Medioevo diventa simbolo di fedeltà in amore al punto che se ne intrecciavano corone per offrirle al miglior cantore d’amor cortese. Ma bisogna arrivare a Parigi, nel ‘600, per incontrare nelle strade i primi venditori di viole che crescevano spontanee alle porte della capitale. Poco dopo iniziano a essere coltivate e diventano di gran moda prima con Maria Antonietta (moglie di Luigi XVI), e poi con Giuseppina Bonaparte, che ama le piccole violette così tanto da farsele ricamare perfino sull’abito da sposa. A quel punto non c’è giardino di Francia che non sia impreziosito del loro profumo. Ancora qualche decennio, e a fine ‘800 Lodovico Borsari inizia a usare lavande e lozioni fatte da lui nel celeberrimo negozio di barbiere e profumiere chiamato “Violetta di Parma” in onore del fiore preferito da Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma e seconda moglie di Napoleone. Quegli estratti naturali, profumi e acque di colonia alla violetta firmati Borsari fanno parte della nostra storia. Sono riconoscibili dalle tipiche forme dei flaconi, dalle etichette, colori, dalle  confezioni interamente eseguite a mano che nel corso della storia hanno segnato intere epoche. Dal mondo romantico al delicato e floreale liberty, all’elegante e geometrico dèco, fino ad uno stile Hollywoodiano che strizza l’occhio alla pubblicità del cinema e poi, via via nel tempo, a riprendere, aggiornandola, la storia che li ha fatti grandi.

 

Piccoli gioielli a viola
La viola è un fiore amato anche dal simbolismo, movimento artistico di fine ‘800 affascinato dall’idea della metamorfosi e dal mito femminile, che non esita a trasformare in fiore. Ne è testimone, qui sotto, il disegno del pendente di Lalique.

 

Pettinino per capelli della Maison Vever del 1900 circa, in avorio intagliato
a forma di viola del pensiero, con al centro del fiore 3 paste di vetro colorate di marrone. I fiori sono tra i soggetti più amati e rappresentativi dello stile Art Nouveau (Liberty in Italia).

 

Pendente di Lalique del 1899 circa, in oro, smalto e perla barocca di chiusura. Al centro della viola, due profili di donna inebriati dal profumo. Sono stati intagliati nello smalto con una tecnica molto vicina a quella del cammeo.

 

 

 

E per finire un Aperitivo ai lamponi, basilico e violette
a cura di Sergio Barzetti

Ingredienti per 6 persone
1/2 litro di vino bianco secco
100 g di lamponi
100 g di zucchero
80 g di acqua
30 violette
8 foglie di basilico
6 cucchiaini di Cherry

Procedimento
In un padellino fate sciogliere lo zucchero con l’acqua, bollite per tre minuti, unite i lamponi e mettete il tutto nel frullatore aggiungendo le foglie di basilico. Frullate finemente, filtrate e lasciate raffreddare. Riempite fino a tre quarti 6 coppe di Martini ghiacciate di vino bianco, con un cucchiaio colate il frullato di lamponi, ultimate con un cucchiaino di Cherry e decorate con violette fresche. 


Scritto il 18/03/2011,

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