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Puglia, una scoperta continua


Pubblicato su Hod benessere n.63 - Inserito in

Dal Gargano fino alla punta estrema del Salento la Puglia è un affascinante susseguirsi di emozioni. Naturali, artistiche, culturali, storiche, e naturalmente anche enogastronomiche. Da qualunque punto di vista la si guardi, questa è una regione privilegiata, prodiga di sorprese per il turista. Programmare una vacanza da queste parti vuol dire immergersi in una terra magica, antichissima (70 milioni di anni fa ci vivevano i dinosauri) dove il caleidoscopio della natura ha dipinto il paesaggio con i colori dell’arcobaleno. Il verde della campagna, coltivata ad uva e disseminata di ulivi millenari dai tronchi contorti, si contrappone agli ocra dell’immensa piana assolata del Tavoliere. Il blu intenso del cielo e il turchese di un mare cristallino fanno da sfondo al candore di borghi senza tempo, città barocche e castelli secolari.

Baciata dal sole in ogni periodo dell’anno, la Puglia conta ben 800 mila metri di costa, con suggestive calette dalle acque trasparenti tra scogliere selvagge profumate di capperi e spiagge polinesiane interrotte da antiche torri di avvistamento e bianchi paesini con i vicoli lastricati, che all’ora dei pasti si riempiono di profumi altrove dimenticati.

 

Greci, normanni, angioini, aragonesi, monaci basiliani, crociati, pellegrini e fedeli devoti hanno da sempre calpestato questa terra a cavallo tra Oriente e Occidente, dove si sono susseguite le più diverse civiltà. Federico II di Hohenstaufen nel medioevo la scelse come meta privilegiata per le sue battute di caccia, e su una collina rocciosa vicino ad Andria si fece erigere un imponente castello fortificato. Castel del Monte è un misterioso edificio a pianta ottagonale intorno al quale aleggiano numerose leggende per via della sua struttura completamente costruita intorno al numero otto: otto sono le sue torri, otto le camere presenti al piano inferiore e altrettante a quello superiore. Leggende anche per le numerose grotte affrescate, elette a luogo di devozione e pellegrinaggio perché qui sarebbero apparsi santi e arcangeli misteriosi, o per gli antri tra le gravine, o per le chiese e santuari, a cominciare da quello di S. Maria di Leuca sulla punta estrema dell’Italia e dell’Europa, dove sarebbe sbarcato Pietro nel suo viaggio verso Roma e dove bisogna andare almeno una volta nella vita per assicurarsi l’aldilà.

 

Il nostro viaggio alla scoperta della Puglia comincia sul Gargano, con i suoi rilievi rocciosi, le foreste solitarie e i paesini affacciati su un mare che profuma di zagara. All’interno, la Foresta Umbra è un vero serbatoio di natura da vivere, mentre Monte Sant’Angelo e SanGiovanni Rotondo sono tappe irrinunciabili per chi vuole addentrarsi nella religiosità di questa regione. Scivolando di nuovo verso il mare, superate le grandi saline di Margherita di Savoia (le più grandi d’Europa) e Barletta, nota per la storica “disfida”, dopo Tranie la sua cattedrale si giunge a Bari. Nell’intrico di viuzze del centro storico sorge la cattedrale che da mille anni custodisce le reliquie di San Nicola trafugate da Myra in Oriente in modo rocambolesco, e che sulla Porta dei Leoni ha un bassorilievo che ritrae Re Artù mentre indica il nascondiglio del Santo Graal.  Santo Graal che in realtà sarebbe nascosto tra le mura di Castel del Monte dopo esser stato recuperato da Federico II durante una crociata in Terra Santa.

 

Si piega di nuovo verso l’interno per raggiungere le aspre movenze rocciose delle Murge e fare tappa alle millenarie stalattiti e stalagmiti delle grotte di Castellana e ad Alberobello, con il suo panorama di trulli bianchi sparsi per l’immensa valle dell’Itria.  Locorotondo ci invita ad assaporare il suo doc bianco prima di proseguire tra distese di uliveti verso Brindisi, da sempre punto di imbarco verso l’Oriente. Ieri per crociati e pellegrini in viaggio verso la Terra Santa, oggi per i moderni viaggiatori.

 

Ecco poi il Salento, dalle coste rocciose dominate dall’inebriante profumo della macchia mediterranea, le suggestive calette e le grotte marine, tra cui quella bellissima della Zinzulusa e l’interno punteggiato da infinite masserie.  Sono queste delle grandi case coloniche che in tempi passati erano vere e proprie comunità agricole autosufficienti. Dall’aspetto imponente, comprendono ambienti per gli attrezzi agricoli, depositi per i raccolti, locali comuni, torri di guardia, mura e fessure da dove si gettava olio bollente sui nemici, come i saraceni che infestarono le coste pugliesi alla fine del ‘500. Lecce, capitale del barocco, regala emozioni indimenticabili tra portali ricamati, rosoni esuberanti, capitelli che sanno di panna montata.

 

Doppiato il capo dopo Santa Maria diLeuca si risale per giungere alla splendida Gallipoli mentre il paesaggio cambia e iniziano coste più dolci e scogliere più basse interrotte da numerose torri di guardia in pietra. Si prosegue lungo la costa ionica fino a raggiungere Taranto, importante città della Magna Grecia con il ponte girevole sul canale navigabile. Non resta che visitare Grottaglie e il suo splendido quartiere delle ceramiche per finire il giro in Manduria, davanti ad un buon bicchiere di Primitivo.

 

 

La Puglia nel piatto…
Per capire la Puglia bisogna assaporare anche i suoi sapori. Sapori antichi, che si basano su prodotti semplici e naturali, primi fra tutti l’olio sopraffino, che con la pasta fatta in casa, i pomodori e il vino, è il cuore della cucina tipica pugliese. Le orecchiette alle cime di rapa hanno travalicato i confini regionali e sono un piatto conosciuto in tutta Italia.  Pomodorini secchi, peperoni sott’olio, lampascioni (piccoli bulbi di cipollette dolci che si consumano come contorno) sono altre specialità ormai ben conosciute. Sul fronte dei formaggi, oltre alle mozzarelle e ai bocconcini di Gioia del Colle troviamo la burrata, il cacioricotta e la ricotta marzotica, il provolone di latte di bufala e la giuncata. Il pane di grano duro di Altamura dop, le soppressate e il capocollo di Martina Franca, i taralli e i dolci alla pasta di mandorle sono altri prodotti di cui far provvista per portarsi a casa il ricordo di una vacanza in terra di Puglia.

 

E nel bicchiere
Regione con la più alta produzione vitivinicola d’Italia, la Puglia negli ultimi anni ha incrementato notevolmente il livello qualitativo dei suoi vini, anche grazie al Movimento Turismo del Vino che si dedica a promuovere l’agroalimentare di qualità, in primis vini come il Primitivo di Manduria doc, il Negroamaro e il Locorotondo Bianco. Il Primitivo è un vino rosso corposo di antiche origini (da qui il nome) che si coltiva nella provincia di Taranto, mentre il Negroamaro è un vitigno a frutto nero (dal latino nigere il greco mauros), corposo, adatto per accompagnare piatti saporiti. Il Locorotondo Doc è un vino bianco secco, ideale per antipasti, frutti di mare, e pesce. 


Scritto il 25/07/2011,

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